Guardando questo video di un bimbo che porta a spasso il suo cane (o del cane che porta a spasso il bimbo), mi piace pensare alla fortuna di questo piccolo a cui è data la possibilità di giocare, confrontarsi, imparare e crescere con un amico peloso.

“Ogni cucciolo dovrebbe avere un bambino”, scrisse Konrad Lorenz a sottolineare lo straordinario rapporto che si instaura tra i due.

A tanti bimbi questa opportunità non è concessa, non solo per motivi di spazio, di tempo o economici. A tanti non è permesso per questioni igieniche. Un aspetto a cui non avevo mai fatto attenzione fintanto che non ho iniziato a portare mio figlio al nido; qui ho sentito alcune mamme infastidirsi perché le stesse scale fatte dai loro figli sono percorse anche da un cane.

Spiace sentire questi commenti perché ai loro figli viene negata una opportunità: quella di conoscere ciò che è diverso, di provare a mettersi nei panni di un altro, cercare di capirne i bisogni, ma anche solo di divertirsi con amici simpatici. Mi rattrista vedere che stanno creando dei futuri zoofobi.

È invece assodato che far crescere i bambini con gli animali porta tanti benefici, tra cui imparare a rispettare il prossimo, a prendersene cura, a essere responsabili.

Gli animali domestici, visitati dai veterinari, vaccinati, trattati con antiparassitari, non trasmettono malattie ai bimbi e non è qualche pelo attaccato ai vestiti a minacciarne la salute. Anzi, recenti ricerche condotte dal Department of Public Health Sciences dell’Henry Ford Hospital di Detroit (Usa) hanno mostrato che i bambini cresciuti con un animale hanno meno possibilità di sviluppare allergie.

Ovviamente alcune precauzioni vanno prese: non si può considerare il cane un sostituto della baby sitter e lasciare che i due interagiscano senza la supervisione di un adulto, più che altro perché bisogna insegnare ai piccoli a moderare la loro irruenza, anche se si ha di fronte un cane molto paziente.