La struvite non è una parolaccia.

Giuro.

Purtroppo è una patologia delle basse vie urinarie del gatto molto frequente, soprattutto nei maschietti.

Premetto che io non sono una veterinaria e che le informazioni che vi darò sono solo il frutto di una luuuunga esperienza da gattara e di qualche ricerchina mirata sul web.

Quindi, se avete dubbi, domande o perplessità, è bene rivolgersi al vostro veterinario di fiducia perché, care mie gattofans, con la struvite non si scherza.

Ci tengo molto a parlare della struvite, perché è una patologia infida e troppo spesso sottovalutata, che non tutti conoscono.

In pratica consiste nella formazione di cristalli nell’uretra che possono portare alla formazione di veri e propri calcoli, ovvero dei piccoli sassolini che possono andare ad intasare l’uretra.

Nel gatto maschio questa patologia è più grave a causa della sua conformazione anatomica: se i calcoli intasano l’uretra e l’urina non riesce più a defluire, potremmo andare incontro a danni gravi e permanenti, fino alla morte.

Adesso vi ho messo paura, lo so. In realtà, con un minimo di attenzione e prevenzione si può fare molto.

Innanzitutto osservate il vostro gatto. Se vedete dei cambiamenti nella sua routine quotidiana (fa la pipì fuori dalla cassettina, miagola mentre fa la pipì, la pipì assume un colore diverso o ha un odore particolarmente pungente), portate il micio dal veterinario e fategli fare un esame delle urine.

La struvite, infatti, se correttamente diagnosticata, può essere tenuta sotto controllo soprattutto con un’alimentazione adeguata (che si trova agevolmente in tutti i negozi per animali) e con dei controlli delle urine cadenzati.