Che lo stadio non sia più una concentrazione “pura” di solo testosterone non è una novità.

Da alcuni anni sono sempre più numerose, infatti, le “tifose”.

Tutto questo sarà forse dovuto al bombardamento, 7 giorni su 7, a cui siamo sottoposte senza tregua (tra anticipi, posticipi e coppe), sarà forse dovuto al fatto che la colonna sonora di casa nostra è “SkySport24” (chissà cosa potrà mai succedere in una notte?), sarà anche forse merito/colpa del fatto che la nostra vita privata è organizzata seguendo il calendario del campionato (perché se organizzi qualcosa quando c’è una partita di cartello #apriticielo).

A questo punto tanto vale appassionarsi, per un sano principio di osmosi o anche di mera sopravvivenza.

Ma poi esiste anche la categoria di quelle stoiche che non cedono al richiamo del calcio e dello sport.

Al lunedì, quindi, meglio optare per Grey’s Anatomy, al martedì rivedere Sex and the city e dal mercoledì uscire con le amiche, piuttosto che sbraitare contro arbitri e/o tv durante le partite.

Queste sono le classiche fanciulle che, al massimo, accompagnano il proprio amico/fidanzato/compagno/marito allo stadio solo per “farsi un giro”.

Si crea così un classico fraintendimento di quale sia la funzione di uno stadio che viene spesso interpretato come il “RedCarpet” dei “Telagatti”, perché ci si sente una soubrette per 90 minuti (visti i numerosi “tacco 12”) per via della presenza di calciatori nel raggio di un chilometro.

Come sempre, buon senso e una minima analisi del contesto in cui siamo possono aiutare.

Lo stadio è una “location” sportiva, ma questo non giustifica la tenuta da ginnastica. Meglio quindi optare per un casual pratico e caldo nei mesi invernali.

No quindi a:

Tacchi alti (è per la vostra incolumità: tra i gradini degli spalti, ingorghi di gente all’entrata e all’uscita, il “salto di gioia” per il goal, la stabilità non è facile da tenere);

Mini gonne (poco pratiche, fredde in inverno e anti igieniche d’estate. Chissà chi si è seduto su quella poltroncina);

Vogue sotto braccio (non ci dobbiamo sentire obbligate ad andare allo stadio solo per fare le “vigilesse” del nostro fidanzato);

Sfilate di moda in generale (abiti succinti, lustrini e paillettes e così via);

Abiti belli “che ci stanno bene”, ma leggeri (solo i giocatori non hanno freddo e non rischiano di morire assiderati);

Commenti su com’è vestita la signora due file avanti a noi (piuttosto azzardati, a meno che non siamo Franca Sozzani o Anna Wintour);

Giudizi fuori luogo sul calcio o sullo sport cui stiamo assistendo (i colori della maglia sono quelli, anche se non vi piacciono o non donano con certi incarnati);

Commenti sul fisico aitante del calciatore (soprattutto in occasione di un rigore);

Evito di sottolineare, soprattutto per i fanciulli, che i moccoli, gli insulti, la ricerca forsennata di scontro è sempre una cosa non maleducata, ma animalesca.

Avete altri suggerimenti? Dimenticato qualcosa?