I poteri (benefici) dei social network, in questo caso particolare di Facebook.

Anthony Lyons è un ragazzo di 16 anni malato di leucemia. Per questo motivo è costretto a trascorre molte ore in ospedale. Lui è un grande amante degli animali, soprattutto dei cani. L’idea, avuta da sua mamma, è stata quella di aprire una pagina in cui gli utenti potessero postare la foto del loro cane, in modo che Anthony potesse guardarle e ammirarle.

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Le immagini non possono certo curare una malattia come il cancro, ma possono sicuramente aiutare l’umore di chi le guarda. Possono riempire il cuore. E questo, a volte, ha davvero un potere curativo.
L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo e, ad oggi, oltre 700.000 persone si sono iscritte alla pagina per postare le foto dei propri quattrozampe.

Tanto è stato scritto sul potere della pet-therapy, che però fino ad ora si era canonicamente svolta attraverso il contatto diretto tra malati e animali, sia nelle strutture sanitarie (ad esempio molti ospedali hanno aperto l’accesso ai cani ed ai gatti dei degenti) sia in strutture esterne adibite proprio a questo scopo.

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La pagina Facebook Photo Doggies for Anthony potremmo invece definirla come il primo esperimento di pet-therapy online (anzi, di social pet-therapy) ed è probabile che questo nuovo fenomeno possa davvero prendere corpo, studiando ad esempio come e attraverso quali meccanismi le immagini visive possano avere un impatto sui nostri processi neurologici.

Al di là di questi approfondimenti scientifici una cosa è certa: questa modalità di utilizzo di Facebook ci piace proprio. Dove la condivisione non è più fine a se stessa ma anzi, in maniera tangibile, è ben mirata a uno scopo: strappare un sorriso a chi sta combattendo una battaglia difficile. E chissà, farlo anche sentire meno solo.

Photo credits: Photo Doggies for Anthony