Diciamoci la verità, il gatto durante il periodo di Halloween non se la passa proprio tanto bene. E i motivi vengono da lontano.

Il Gatto, nel corso della storia, ha avuto fasi altalenanti. A volte gli è andata di lusso, altre volte gli è buttata malissimo.

Gli antichi egizi lo avevano divinizzato ed era trattato con il massimo del rispetto. Erano ritenuti animali sacri, al punto che, se una persona ne uccideva uno, esso veniva punito con la morte. Una delle loro dee più sacre, la dea Bastet, aveva addirittura le sembianze feline. Poi, durante il medioevo, il vento è cambiato ed il gatto si è trovato ad essere associato al diavolo, al male in generale e ai poteri magici delle streghe.

Colpa dei suoi occhi gialli e riflettenti nel buio, colpa delle sue capacità di “apparire” improvvisamente in un luogo con i suoi polpastrelli morbidi o forse, chissà, colpa solo della superstizione e della stupidità umana.

E un retaggio di tutto ciò ce lo ritroviamo ancora adesso, nel civilissimo ed evolutissimo 21esimo secolo.

Tuttora, infatti, c’è qualcuno che pensa che i gatti neri portino sfortuna e addirittura chi, soprattutto in questo periodo dell’anno, cattura ed uccide i gatti neri randagi in messe sataniche o stupidaggini simili.

Il gatto, dunque, guarda dall’alto e con ragionevole sospetto la festa di Halloween.

“Miciomao, cosa preferisci? Croccantino o scherzetto”?

Quello che vuoi, risponde, basta che mi lasci in pace.