Tra poco sarà San Valentino, che lo consideriate un’emerita banalità o che questa festa vi susciti una certa tenerezza, sappiate che la sua origine è tutt’altro che romantica. Anzi oserei dire che è piuttosto truculenta!

Il 14 Febbraio, infatti, giorno in cui tanti sono usi indossare gli occhialini a cuore per guardare il mondo, è in realtà il giorno del martirio del povero Valentino, vescovo di Terni che, nel lontano 273, veniva caninamente “fatto a brandelli” per venire santificato qualche secolo dopo.

Leggenda e realtà su San Valentino si intrecciano con la Storia, formando un intricato connubio che ha, molto probabilmente, a che fare con il fatto che la Chiesa cattolica, da sempre, ha tentato di soppiantare culti pagani con feste cristiane.

san valentino cupido

In questo caso specifico ricordiamo che, nei tempi antichi, attorno alla metà del mese di Febbraio, gli adoratori del dio pagano Lupercus erano soliti darsi a pratiche particolarmente licenziose, pratiche che la Chiesa ovviamente tentava in ogni modo di eliminare!

Scartabella che ti scartabella, finalmente saltò fuori il nome di questo fantomatico vescovo Valentino e, visto che il figuro in questione sembrava essere particolarmente dedito alla riconciliazione di innamorati incolleriti e alla benedizione dei (successivi) matrimoni, si pensò bene di affidare a lui l’onore/onere di farsi carico della data del 14 Febbraio per darle almeno un’aura di cristianità. Diciamo che non gli ha portato bene…

Il dono di rose da parte dello spasimante alla fanciulla è diventato successivamente il simbolo principe di questa festa in quanto legato ad un’ulteriore leggenda. Questa narra che Valentino, udendo due fidanzati litigare furiosamente, donò loro una rosa come simbolo di riappacificazione, sottolineando come un fiore dall’aspetto delicato e gentile possa invece essere ricco di insidiose spine che, se non abilmente evitate, possono diventare fonte di non poche sofferenze.

Saper dunque mantenere e curare la rosa (ovvero l’Amore), facendo attenzione a non pungersi: ecco l’insegnamento ai fidanzati.

Se poi la rosa fosse rossa come la passione o bianca come candido e puro affetto, non ci è dato sapere.

san valentino fiori

Certamente ai pretendenti converrà conoscere almeno un po’ del codice legato al significato dei fiori, almeno quelli di stagione, giusto per evitare qualche gaffe in caso la vostra lei lo conoscesse a memoria (e vi attendesse al varco):

Fresia: mistero

Giacinto: discrezione

Primula: giovinezza del primo amore

Rosa rossa: passione

Rosa bianca: silenzio e fedeltà

Ranuncolo: sei incantevole

Tulipano: dichiarazione d’amore

Violetta: onestà