Non si sveglia in piena notte urlando, non rischia di sbattere la testa in qualsiasi spigolo ogni volta che non lo guardi per 5 secondi, non comincia a chiederti ‘perché’ random appena dopo aver imparato a dire mamma e papà, ma un cane è comunque parte della famiglia e, per la maggior parte dei padroni, è quasi un figlio.

Come abituare quindi questa particolare tipologia di “primogenito” all’arrivo in casa di un esserino urlante, gesticolante e – da un certo punto in poi – pure troppo parlante?

Curiosità che mi ha fatto sorgere Simona Capria qualche settimana fa quando qui dava consigli utili e intelligenti su come affrontare con i propri bambini l’eventuale ingresso in famiglia di un cane o di un altro animale domestico.

Curiosità poi aumentata dal fatto che da me la famiglia, al momento composta da due esseri umani e un cane, si allargherà tra qualche mese, e dunque urgono accorgimenti.

Ecco quindi qualche consiglio per gestire l’arrivo di un bambino quando il “figlio” già in casa ha quattro zampe e un folto pelo.

 

Pronti, si cambia

Se il vostro cane dorme con voi sul letto, mangia con voi a tavola, vi segue anche in bagno, non aspettate che il marmocchio faccia il suo ingresso in casa per dargli nuove regole, altrimenti sarà proprio quel microscopico essere pelato la causa di tutti i mali nella testa del cane. No buono. Quindi, pian pianino, nei mesi d’attesa, introducete dei cambiamenti: per esempio, iniziate ad alternare, una sì e una no, le sere in cui può dormire sul letto, fino ad arrivare a chiudere la porta tutte le notti. E ancora, invece che adottare la tecnica di “un boccone a me un boccone a te”, cominciate a passargli qualcosa solo alla fine della cena e non direttamente da tavola.

 

Le prove generali

Quando il bambino entrerà in casa, ci saranno gesti nuovi da compiere tutti i giorni, come cambiare il pannolino o allattare, dai quali si pensa di dover escludere il cane. Non è così. Anzi, coinvolgerlo nelle nuove faccende domestiche lo farà sentire partecipe e i cani, si sa, sono felici quando possono “lavorare”. Anche su questo fronte dunque può essere utile cominciare ad abituarlo prima, per esempio facendo simulazioni con una bambola. E se il cane fa un buon lavoro sganciategli un premietto: ci metterà nulla a quel punto a fare l’associazione.

 

Libera esplorazione

In casa, prima del marmocchio, cominceranno ad arrivare nuovi oggetti, lavatoi, cullette, passeggini e quant’altro. Non impeditegli di prenderci confidenza, ma permettetegli di esplorare in anticipo le novità. Questo farà in modo che non le percepisca come minacce, ma come normali nuovi arredi. Nel caso del passeggino, per esempio, è importante fargli conoscere prima il tipo di movimento perché non ne abbia poi paura.

 

L’abito che profuma di monaco

Durante il tempo che passa tra il parto e il ritorno a casa di mamma+bimbo, il papà può adottare una piccola accortezza: portare a casa dall’ospedale la tutina indossata dal neonato. In questo modo il primo contatto del cane con il nuovo odore avverrà con un oggetto inanimato e all’arrivo del bimbo ci sarà già qualcosa di familiare.

 

Il primo appuntamento

Un po’ come nelle relazioni tra due esseri umani, il primo incontro è giusto che avvenga in territorio neutro. Pensate se uno che non avete ancora conosciuto vi piombasse in casa e vi chiedesse se volete vivere con lui tutta la vita… Nel dubbio, minimo minimo, parte un calcio giù di lì e una chiamata alla Polizia. Dunque, il giorno in cui la mamma viene dimessa dall’ospedale, fate in modo che bimbo, cane, babbo e mamma si incontrino all’aperto e che tornino a casa insieme.

 

Ménage à quatre 

Tornati a casa voi quattro, restate tali per un po’ di ore. Lo scombussolamento infatti è già abbastanza consistente. Meglio dunque non avere intorno amici e parenti che, per forza di cose, darebbero attenzioni solo e unicamente al bambino con conseguenze stressanti per la psiche della bestiola.

 

Il corteggiamento 

Non impedire la – e non ti impicciare della – fase di primo approccio. Lascia al cane il tempo di annusarsi per benino il nuovo arrivato. Non ti schifare se gli stampa una leccatina. Il cane sta solo cercando di capire cos’è e se può essere un oggetto pericoloso. Una volta capito che non gli può nuocere tornerà a farsi gli affari suoi.

 

Bambino = coccole

C’è una cosa importante da fare, a cui uno (o per lo meno io) non penserebbe: soprattutto nel primo periodo bisogna aumentare le attenzioni rivolte al cane quando c’è il bambino e diminuirle quando non c’è. Questo strano atteggiamento farà sì che il cane associ alla sua presenza un momento di serenità e non viceversa.

 

Per prima cosa il rispetto

Insegnare a entrambi il rispetto per l’altro è forse la cosa più importante. Da un lato dunque il cane non deve giocare con vestiti o giochini del bimbo; dall’altro il bimbo, quando inizierà a gattonare, non deve avvicinarsi alla ciotola mentre il cane mangia o alla cuccia mentre dorme. Per quanto possa essere bellissimo che vivano in simbiosi, è giusto lasciare all’uno e all’altro qualche piccolo spazio personale.

 

Immagine e parziale ispirazione da qui