Quest’anno ricorre il 50° anniversario della Lipu. Domenica 26 aprile nelle sue riserve e oasi si terranno dei festeggiamenti con attività per adulti e bambini, allo scopo di sensibilizzarci in materia di ambiente e avvicinarci al patrimonio naturale che ci circonda per contribuire a curarlo e preservarlo. Ci saranno giochi, spettacoli di animazione, banchetti tematici e anche piacevoli rinfreschi.

Forse molti conoscono la Lipu di nome, la collegano al settore ambientale, ma non sanno esattamente di cosa si occupi: ecco qualche dritta in più!

Il termine Lipu è l’acronimo delle iniziali di Lega italiana per la protezione degli uccelli ed è una onlus – quindi un’associazione no profit – che si occupa della conservazione della natura, della tutela delle biodiversità (in altre parole, la vita in tutte le sue forme) e della promozione della cultura ecologica in Italia. Lo spirito di questa associazione è alimentato da una grande comunità di soci, volontari (600 sono quelli attivi), tecnici, educatori e operatori per un totale complessivo di 40.000 sostenitori, 100 sezioni locali, 30 oasi e riserve sparse nel nostro territorio nazionale e numerosi Centri di Recupero o Primo Soccorso per la fauna in difficoltà.

L’Ente prese vita il 13 novembre del ‘65 con il nome di Lenacdu, ovvero Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli, con le prime sedi a Napoli, a Roma e successivamente a Firenze. Solo nel ’75 cambierà il nome in Lipu e nello stesso anno nascerà a Parma il primo Centro Recupero Lipu per i rapaci, seguito da altri negli anni a venire. Nel ’78 la sede nazionale verrà stabilita a Parma, dove è tuttora.

Grazie al suo contributo è stata emanata nel 1979 la Direttiva CEE n.709, meglio conosciuta come “Direttiva Uccelli”, in grado di fornire un importante riferimento comunitario per la tutela degli uccelli selvatici. Circa un decennio più tardi la Lipu coopererà all’approvazione delle Leggi Quadro sulle Aree Protette (n.394/91) e sulla Tutela della Fauna Selvatica (n.157/92) per porre un freno alla distruzione del territorio e agli abbattimenti indiscriminati di uccelli e altri animali selvatici. Nel ‘92 sarà la volta anche della Direttiva Habitat che lancerà la Rete Natura 2000, creata dall’Unione Europea e che riguarda l’insieme dei siti di interesse comunitario – i cosiddetti SIC – da tutelare e conservare in quanto identificati come luoghi prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea.

Da lombarda, con un piede in provincia di Varese, vorrei farvi partecipi di una “chicca”: ai piedi delle Alpi c’è un luogo che funge da sosta per decine di specie di uccelli durante la migrazione, nonché da sito di nidificazione per molte specie legate all’acqua.

Sto parlando della Riserva Naturale e Oasi Lipu Palude Brabbia, gestita dalla Lipu di Varese (nata nel 2005) e dalla Provincia medesima. Chi ha più spirito naturalistico deve sapere che tale area è un SIC, rientrando nella Rete Natura 2000; è inoltre definita come IBA e come ZPS, ovvero è una Important Bird Area (Area importante per gli Uccelli) e una Zona di Protezione Speciale per tutelare le specie rare o minacciate dall’estinzione.

La Palude, estesa su 4 km², si trova fra il Lago di Varese (da Varese città dista solo 10 km) e quello di Comabbio, abbracciando 5 comuni: Casale Litta, Cazzago Brabbia, Varano Borghi, Ternate e Inarzo, da cui parte il percorso principale di visita alla Riserva.

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Dove si trova la Riserva Naturale e Oasi Lipu Palude Brabbia (VA).

Oggi la Riserva si presenta come una palude – o meglio una torbiera – costituita da vaste aree a canneto con numerosi specchi d’acqua, boschi di ontano nero, saliceti e prati umidi frutto dell’evoluzione climatica. E’ stata anche influenzata dalle vicende storico-economiche che hanno interessato la zona. Infatti nel 1700 fu bonificata perché ritenuta nociva. Fu poi oggetto di ripetute escavazioni nel corso degli anni al fine di ricavare la torba a scopo commerciale, in quanto un tempo questa era una vera e proprio fonte di riscaldamento. Attualmente questa pratica è ancora abitualmente in uso in Islanda dove, sui giacigli delle strade, è possibile trovare cumuli di torba data la gran quantità di zone torbose presenti sull’isola. Tornando alla Riserva, all’inizio del XX secolo i giacimenti di torba finirono e il luogo perse d’importanza. Solo nel 1981 venne riconsiderata per il suo inestimabile valore naturalistico e due anni dopo venne riconosciuta come Riserva Naturale Regionale. Dal ’94 la Lipu e la Provincia di Varese ne hanno assunto la gestione.

Prima ho parlato della torba, ma di cosa si tratta esattamente?

La torba è un deposito composto da vegetali sprofondati e impregnati d’acqua, che non possono decomporsi completamente per le condizioni acide dell’ambiente in cui si trovano e per la mancanza di ossigeno. La torba è il materiale che costituisce la torbiera (palude o acquitrino), un ambiente caratterizzato dalla presenza di acqua stagnante a bassa temperatura, con una vegetazione costituita in prevalenza da muschi e graminacee. Tale vegetazione, una volta finito il ciclo vitale, tende a non decomporsi totalmente e ad accumularsi in strati, unendosi ai resti di insetti a animali che vi finiscono dentro: in questo modo si forma la torba. Nel corso del tempo, quando l’acqua scompare del tutto, la torbiera si interra costituendo un prato. Nell’Europa settentrionale, oltre ai resti vegetali e di qualche animale, nelle torbiere – molto più frequenti che da noi per ragioni climatiche – sono stati ritrovati anche dei cadaveri ben conservati, conosciuti come le “mummie delle paludi”; altro non sono che le vittime dei sacrifici umani in usanza nelle tribù preistoriche o persone seppellite, in epoca cristiana, in un terreno sconsacrato perché non battezzate o suicide.

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Esempio di raccolta della torba in Irlanda.

Oltre alle diverse specie di uccelli che attirano birdwatcher (dalla pratica del birdwatching, ovvero l’osservazione e studio delle specie di uccelli in natura), la Palude Brabbia ospita anche la rana di Lataste o rana “rossa”, il tritone italiano e quello punteggiato, la lucertola vivipara (rettile che sviluppa il proprio embrione attraverso l’organismo materno), il topolino delle risaie, la puzzola e diverse specie di insetti.

In ogni stagione si può apprezzare questa Oasi per ciò che la natura offre: dalle specie migratrici della primavera, come il falco pescatore e di palude, dalle fioriture delle ninfee in estate alle tipiche bacche arancioni della fusaggine in autunno, sempre in compagnia delle rane e delle raganelle particolarmente attive.

La Riserva è visitabile tutto l’anno: basta munirsi solo di voglia di conoscere, stivaletti o scarponcini comodi per non rischiare di bagnare i piedi, binocolo e macchina fotografica. Si può scegliere di fare un giro in totale libertà o di affidarsi a una guida esperta. Interessante è la proposta per le scuole che possono optare per diverse tipologie di percorsi e laboratori, a seconda del tempo previsto e dell’età degli studenti (si va dalla scuola dell’infanzia alle superiori).

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Passatoia in legno che collega le zone umide della Palude Brabbia e il capanno Vanetti impiegato per il birdwatching.

In occasione del 50° anniversario della Lipu, la Riserva apre le sue porte domenica 26 aprile alle ore 14.30 con un’escursione alla scoperta dell’area naturalistica. Per i più piccoli (4-6 anni) saranno previsti dei laboratori creativi, dove si unirà la manualità all’utilizzo di materiali naturali. Per i più grandicelli (7-12 anni), invece, ci sarà il gioco dell’Upupa con quiz, sfide naturalistiche e prove di abilità. Per gli adulti alle ore 15,30 partirà un incontro dimostrativo in cui sarà possibile fare approfondimenti relativamente a binocoli, cannocchiali e guide per il birdwatching.

→ Per partecipare alla giornata del 26 aprile (che in caso di maltempo verrà rinviata a domenica 3 maggio), è necessaria la prenotazione. Per maggiori informazioni consultare la locandina dell’evento a questo link.

Sempre il 26 aprile ma in mattinata, a partire dalle ore 9.30, sarà possibile frequentare un corso di digiscoping con osservazioni naturalistiche dalla torretta della Riserva. Saranno disponibili binocoli e cannocchiali Kowa e Swarovsky a cui i partecipanti potranno collegare fotocamere compatte, reflex e smartphone. Anche questa attività, in caso di maltempo, sarà rimandata a domenica 3 maggio.
→ Per saperne di più, consultare questo link.

Vi voglio inoltre informare che nel prossimo mese di maggio sono in calendario le seguenti iniziative, che ritengo di grande interesse per gli amanti della natura:
• Sabato 9 maggio: Suoni dal bosco e stelle nel cielo – in notturna al Campo dei fiori (VA),
• Domenica 17 maggio: Rane, serpenti&friends – h 9.30, visita guidata alla Riserva e
Vita sott’acqua – h 14.30, Laboratorio per bambini (8-12 anni) alla Riserva,
• Sabato 30 maggio: Lucciole e animali della notte – h 21.30 alla Riserva.
Maggiori dettagli Vi saranno forniti dal sito o dalla pagina Facebook della Palude Brabbia.

B_Brabbia-dall'alto-(D.Baratelli)

Buona scoperta del mondo naturalistico!