Chiamatemi “Bastian contrario”,

definitemi pure “signorina non si dice / non si fa”,

ma “non sono cattiva, mi disegnano così”.

Fa parte del ruolo che mi hanno dato, anzi, di cui mi sono auto investita.

Ma talvolta, nel dubbio, è meglio dire una parola in meno che una in più. Come nel caso degli starnuti.

Avere pensieri caritatevoli e colmi di buoni sentimenti è sempre cosa apprezzabile, nessuno lo mette in dubbio.

Ma ciò non ci legittima ad augurare con perentorietà la salute al prossimo.

Specialmente se questa persona sta starnutendo a ripetizione a causa di una allergia di stagione.

 

Ragioniamoci:

nel momento in cui si starnutisce, non si sta un granché bene.

Sentirsi dire “Salute!” suona quasi ironico e alquanto sgradevole.

Come se chi ci circonda sottolineasse il nostro stato da “untori”.