Babbo Natale è alle porte. Anzi, è in coda in autostrada con la slitta e sta per arrivare in città.

Quindi è d’obbligo cominciare con i preparativi natalizi, alberello, addobbi e presepe.

Di solito i gatti accolgono sempre con cautela e scarso ottimismo tutti i cambiamenti effettuati nella routine domestica.

Ma i preparativi natalizi, per qualche strano motivo, li galvanizzano.

Una volta tirati fuori gli addobbi e l’abete di rito, ecco che compare la prima fase, innocua quanto divertente, ovvero l’ispezione olfattiva. Tutto viene minuziosamente annusato, nessun centimetro quadrato escluso.

Passata questa prima fase, si passa alla seconda: il cinema.

Il film è intitolato: “Gli umani che si agitano intorno ad un albero di Natale”.

Il gatto se ne sta seduto, lontano (ma con una buona visuale) e guarda tutte le tue mosse. La colonna sonora, Jingle Bells. Non ci giureresti, ma ti è sembrato di scorgere anche un sacchetto di pop corn tenuto con la zampa.

Tutto sembra tranquillo. Anche troppo.

Il micio di solito ti fa finire tutto il lavoro. Palline, luci, decorazioni, il puntale. L’albero è pronto. Che magia.

Ti allontani un attimo, tutta soddisfatta.

Ed è allora che scatta la terza, ultima, fatidica fase: la distruzione.

Si comincia con una pallina a portata di zampa, poi si passa a quella sopra, poi direttamente al ramo. Il passo successivo è un gran tonfo, con le decorazioni sparse sul pavimento (niente di rotto, noi gattare sappiamo il fatto nostro e mai metteremmo delle decorazioni fragili o in vetro) e il micio spaventato che corre via sotto il letto.

Umano, questa cosa chiamata Natale io ancora non l’ho mica capita bene.

(E siamo solo alla prima puntata: nelle prossime parleremo dell’ardua impresa di tenere i pacchettini sotto l’albero e della costruzione del presepe. State maotuned!)