Più che in un vero e proprio atelier, sembra di entrare in un mondo incantato fatto di pizzi, fiori, pois, crinoline e paillettes: questo è Mentine Milano, un gioiellino milanese che tiene alto il valore dell’artigianalità e del Made in Italy.

Mentine Milano nasce dalla creatività, dalla fantasia e dall’enorme talento di Barbara Compostella, una moderna fatina che, con la sua bacchetta magica, riesce a dare vita ad abiti che sono delle piccole opere d’arte.
Lo stile e bellezza dei suoi capi mi hanno talmente incuriosita che ho deciso di rivolgerle qualche domanda per i lettori di Paper Project.

  • Ma chi è Barbara Compostella? Raccontaci qualcosa di te

Barbara Compostella vive e cresce a Milano, centro nevralgico del Fashion Business mondiale, ma ne è rimasta a lungo estranea! Infatti mi sono laureata in Pubbliche Relazioni 🙂 L’avvicinamento al settore Moda è avvenuto per puro caso: sul finire degli anni ’90 ho iniziato a frequentare una cerchia assai ampia di artisti di ogni settore, spaziando dalla musica, all’arte visiva, alla danza, ma soprattutto all’arte fotografica. Il mio percorso in questo fantastico mondo è iniziato nel 2001 quando, per divertimento, ho iniziato a propormi come ‘stylist’ per i servizi moda degli amici fotografi. Nel 2003 sono diventata assistente della stylist Amelianna Loiacono per la Rivista ‘Elle’ e, sempre nello stesso anno, ho realizzato il primo lavoro autonomo: il Catalogo per la linea di abbigliamento ‘Evolution’.
Tutto è cambiato nel 2005, quando ho scoperto di essere in ‘dolce attesa’. Nel 2006 è arrivata Clementina (iniziate a capire?! ndr), amore e musa ispiratrice. Nell’aprile 2008 ho deciso di regalarmi una macchina da cucire, assolutamente ignara delle sue funzionalità e completamente estranea a qualsiasi discorso di ago e filo e bottoni. E, con grandissima sorpresa, ho iniziato a realizzare con l’arte del customized i miei primi miniabiti impero, che sono stati esposti in svariati negozi e subito venduti. Nell’aprile dello 2009 ho organizzato una Performance di presentazione della mia prima Collezione P/2009 “Cromotherapy”, una sfilata ‘ballata’ , dove 5 ballerine professioniste, sulle melodie sperimentali di Coco&Rosie, si alternavano in improvvisazioni che richiamavano il tanto amato “WONDERLAND” di Carroll. Ed è così che, da autodidatta, con estreme difficoltà, gioie e sorprese, in un clima di continua sperimentazione e perfezione, il brand Brand Mentine Milano è giunto alla sua 10° collezione!

  • Come è nato Mentine Milano e perché hai scelto proprio questo nome?

Il Brand Mentine Milano è nato assolutamente per gioco. Non cucivo neanche un bottone, non sapevo nulla di nulla, e la mia natura antimodaiola era ancora più radicata. Questo aspetto della mia personalità ha sempre rappresentato la mia forza, perché permette che il mio prodotto sia sempre fuori dagli schemi, unico, etereo… e poco contaminato.
Mentine nasce con la confezione interamente a mano (ago e filo per intenderci) di una borsetta, regalo per un’amica, ricavata da una salopettina infeltrita di mia figlia. Me la ricordo ancora quella sera d’inverno in montagna, quando tra i primi passi della mia pupetta e due chiacchiere con la mia mamma, ho preso in mano l’abitino di Cleme, diventato ormai un pezzo rigidissimo di lana, e l’ho trasformato in una borsetta. Che ricordi speciali!
Sì, Mentine nasce proprio coi Customized… e mi divertivano tantissimo!
Quella sera speciale nacque anche il nome del Brand, agli esordi ispirato esclusivamente al nome della mia bambina, musa e fatina. All’inizio era ‘Clementine‘, poi mi resi conto che esisteva un marchio omonimo a Napoli. Fu allora che divenne “Mentine”, una perfetta mistura tra passato e futuro, e dei più cari: un nome legato alla mia nonna e quelle sue Mentine di liquirizia nella scatola verde, e al mio presente/futuro più amato, la mia bimba, soprannominata Mentine o Menta. Ho scelto poi di aggiungere il nome “Milano” per dargli quella parvenza un po’ più professionalmente Fashion 😉
Un altro aspetto di questo logo che me lo rende ancora più caro è la sua realizzazione. E qui un grande tributo e onore va alla mia sorellona cara, Gaia Francesca. L’ha scritto lei, a mano, con la sua grafia. L’aggiunta del fiore è mia, ovviamente (dovete sapere che il logo agli esordi di Mentine non c’era neanche, ma veniva cucito a mano solo un fiorellino all’interno di ogni capo. Quindi, appello alle primissime acquirenti dei primissimi abitini impero customizzati: se avete il fiorellino, si tratta di capi Mentine 😉 ). Tornando al logo di mia sorella, la cosa buffa è che, quando l’ho scannerizzato e ho creato il pdf,  il nostro caro grafico Andre Magri, votato alla causa Mentine fin dagli esordi, è impazzito. Non credeva che fosse scritto a mano e vedeva delle differenze tra le 2 M!

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  • Più che una stilista, ami definirti “una fatina della macchina da cucire”, secondo te la sartorialità è ancora un valore sul quale investire?

Ero una fatina agli inizi, e mi piaceva che mi definissero così. Poi sono cresciuta, come donna e come stilista. Prima era sperimentazione pura, non sapevo neanche come definirmi: non mi sentivo una stilista, e neppure una sarta, quindi lasciavo tutto un po’ ambiguo. Mi sentivo più un’artista che dà forma alla materia, lavorando su di essa senza sapere cosa ne sarebbe venuto fuori. Partendo da un’idea e da un progetto, ovviamente, ma trasformandolo strada facendo, ottenendo un risultato sempre diverso!
Anche perché, secondo i canoni e sistemi sociali odierni, uno stilista deve affrontare un precorso di studi e professionale molto profondo e deciso. Io, purtroppo e per fortuna (ancora non so definire se l’uno o l’altro), parto come autodidatta, assolutamente improvvisata, e tutta l’esperienza l’ho fatta e continuo a farla sul campo. Parto e sono sempre partita dal tessuto in primis: guardandolo mi viene in mente un modello che sarebbe perfetto con quel materiale, taglio, cucio, modifico, trasformo. Poi, se mi piace, arriva il cartamodello, il prototipo, la produzione e l’eventuale disegno. Capite che vado al contrario?!:))
Stilista : disegno-tessuto-cartamodello-prototipo-sdifettamento- produzione-distribuzione
Io: tessuto- idea- modello- prototipo- cartamodello- produzione- disegno.
Quindi da fatina direi che mi sto evolvendo in Maga Bianca 🙂

  • La tua moda è un’interpretazione contemporanea e coloratissima del vintage con capi unici, hand-made e trasformisti dallo stile un po’ fiabesco e divertente, a cosa ti ispiri per la realizzazione dei tuoi abiti?

All’800, a Maria Antonietta, Paolina Bonaparte, ai grandi classici, insomma, ma anche all’antica Grecia, agli dei dell’Olimpo, e ai cartoni animati! Li adoro! Da Candy Candy a Lady Oscar, Georgie, Mary Poppins, e ovviamente tutti i grandi classici Disney. Alice in Wonderland is the first ;). Trovo affascinanti tutti i libri di storia della moda e di grande ispirazione, ma anche i grandi classici cinematografici storici e in bianco e nero. Beh, insomma, tutto mi è di incredibile ispirazione. Ogni tanto mi trovo a notare con grande sorpresa come uno spunto preso dalla più squallida telenovela sudamericana, poi evolutosi nella mia mente e magari unito a un’altra ispirazione, tratta da un grande classico o da una grande icona di stile e arte come Grace Kelly o Audrey Hepburn, prenda vita in un capo, che poi diventa un evergreen e un must delle collezioni e della vita di Mentine.
Credo che tutto il mondo antico e fantastico mi sia d’ispirazione, al contrario di quello odierno, a cui voglio restituire quel concetto e sentimento di femminilità che appartiene a ogni donna, ma che troppo spesso viene dimenticato.

  • Se potessi definire la donna “Mentina” in tre parole, quali sarebbero?

Estremamente femminile, forte, determinata.

  • Qual è la creazione a cui sei maggiormente legata?

Gli shorts in sangallo e le gonne Grease. Indossati insieme mi riportano proprio a un’altra epoca, un’altra dimensione: può succedere di tutto intorno a me, ma io mi sento un’entità, un’anima indipendente, sicura, felice! Ancora, la cerata ‘Provence‘, l’abito ‘Lait et Menthe‘ e mi rimarrà sempre nel cuore l’abito ‘Peche‘, ricordo di momenti meravigliosi. Li amo tutti i miei Mentine! Ogni modello di qualsiasi collezione fa parte di me, e in lui c’è un pezzo di me.

  • E il capo passepartout per questa estate?

Sempre le Gonne Grease, ripensate double face (quindi 2 gonne a ruota in una), in pizzo sangallo o cotone a pois, con crinolina o cotone… un sogno per tutti. Un’anteprima per l’inverno: Gonna Grease con sciarpa/stola ‘Mina’ con cappuccio e bottone in abbinato 🙂

Contatti:
Mentine Milano
di Barbara Compostella
Alzaia Naviglio Grande, 34
20143 Milano
MM2 P.ta Genova
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