La settimana  pre–vacanze (già ricordo lontano) è ciò  che nell’800 veniva definito  né più né meno l’assalto alla diligenza.

Agende organizzate ad incastro che a confronto una partita a Tetris è una cosa da dilettanti, rituali/tradizioni bizzarri da rispettare,  come il dover salutare tutti che nemmeno di fronte alla fine del mondo avremmo una lista così lunga, spese selvagge in farmacia perché “non si sa mai” (poco importa se le nostre vacanze non saranno un’avventura nella tundra dove avremmo difficoltà a procurarci medicinali), chiusura della casa secondo lo schema tratto da “Manuale per la gestione di un carcere di massima sicurezza” e, infine, l’appuntamento dall’estetista.

Quello studiato e prenotato mesi prima così da coordinare insieme lune crescenti, ricrescite, giorni e impegni di lavoro.

A parte la normale amministrazione, in estate anche le più restie a manicure e pedicure si lanciano nella cura ed alle “decorazioni” delle nostre estremità.

Ben venga, quindi,  questo tipo di iniziativa, anche perché non c’è nulla di più brutto di un sandalo meraviglioso con un piede in “disordine” .

Tuttavia, prestiamo attenzione al nostro smalto che deve essere sempre tenuto “sotto controllo”: va rimosso alla prima “sbeccatura”. Lo smalto rovinato da un’idea di disordine e di poca cura: in un attimo si accende  la modalità “SCIATTERIA ON”.

Non esistono scuse né attenuanti: se siamo pigre ricorriamo al “mai-più-senza” smalto semipermanente. Il colore è una questione di gusto. La moda negli ultimi anni ha sdoganato tutti i colori guardati,  in passato, un po’ di traverso  dal “bon ton”. Il rosso lacca, il rosino pallido (non perlato!) e il trasparente erano, una volta,  le uniche tinte considerate “chic”.

Per fortuna, disegnini applicazioni e brillantini , restano sempre confinati nella lista nera degli smalti. Anche voi siete “smalto dipendenti”?