“Doc, ci sono due pazienti in attesa, uno con una ferita alla mano che sanguina e un altro tutto sudato con un mal di pancia. Chi vediamo?”

La tentazione sarebbe di valutare subito quello con la mano tutta fasciata e sporca di sangue, difatti il sangue fa molta impressione, ma in realtà quello che potrebbe stare veramente male è il secondo paziente. Potrebbe avere un aneurisma dell’aorta che si sta rompendo, con la probabilità di morire da lì a poco.

Ancora una volta è un problema di percezione.

Quello che noi percepiamo attraverso i nostri sensi non sempre corrisponde alla realtà, e bisogna quindi stare molto attenti.

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L’esempio classico riguarda i nostri bambini. Siamo in ansia quando iniziano a mangiare, temendo che possano soffocare. Non ci preoccupiamo però di legarli sul seggiolone in macchina o mettergli il caschetto in bicicletta. Ebbene, i bambini si soffocano raramente (30 casi fatali/anno) mentre invece i morti e i feriti gravi negli incidenti stradali sono tantissimi, e potrebbero essere ridotti/evitati se si usassero gli appositi presidi.

A volte in Pronto Soccorso arrivano i genitori con il bambino in braccio, molto agitati, che pretendono la visita immediatamente  “altrimenti scatta la denuncia!”

A volte si tratta di un’ingestione accidentale di un pezzo di giocattolo o di un tappino di BIC finito nel naso.

La percezione è che sia qualcosa di gravissimo, ma in realtà cosa può succedere?

Un altro esempio è quando siamo suggestionati dalle notizie che sentiamo.

Si parla della tal malattia (ad esempio SARS, influenza, meningite) e il Pronto Soccorso si riempie di persone che temono di avere questa o quella malattia.

La percezione quindi non è una gran consigliera.

Sicuramente più cose si sanno meglio è: se informati, sapremo valutare bene l’accaduto e capire cosa fare.

Fidatevi comunque anche del personale sanitario, se vedete tranquillo l’infermiere che sta prendendo i vostri dati in triage, state sereni, non siete in pericolo di vita!

“Doc, il signore con la ferita se ne è andato sbraitando, invece ci avevamo visto giusto con l’altro, dalla sala operatoria mi hanno detto che è fuori pericolo…”