A passi svelti si avvicina San Valentino, uno dei giorni più inutili dell’anno. Tanto per farvi capire qual è il grado di romanticismo che vige a casa nostra, vi regalo un’immagine del mio cane con il suo gioco preferito del momento: una testa mozzata di bambola #OrgoglioDiMamma.

san valentino bambola

Detto ciò, bisognava pur in qualche modo partecipare al contest #PaperLove. E, dopo aver pensato per un attimo (giuro, uno solo) di fare un pezzo sdolcinoso su quanto sia grande l’amore per i cani, ho avuto un’illuminazione.

Quante volte da giovincella

[quando comunque non me ne fregava una cippa di San Valentino, ma

A. era una sera in più (forse un tempo l’unica) per uscire in intimità con il fidanzato;

B. alle amiche piaceva un casino e non volevo essere esclusa dal discorso principale del mese che va dal 14 gennaio al 14 febbraio (anzi, 15 che poi si devono raccontare i regali);

C. comunque si riceveva un regalo, che schifo non fa;]

nel chiedere un cane ai miei genitori, mi son sentita rispondere: “e poi chi lo porta giù?”. E ovviamente la mia risposta era sempre che ero prontissima a prendermene cura, di giorno e di notte, in salute e in malattia, etc. etc.

Ed è proprio a questo punto che il #PaperPensiero per #PaperLove è arrivato a illuminarmi. Se, invece che farmi quella domanda, che in piena adolescenza non si sa neanche bene cosa significhi, mi avessero fatto degli esempi pratici, adatti all’età che avevo, sarebbe stato molto più semplice dissuadermi…

Quindi, genitori che non ve la sentite di avere un cane in casa, piuttosto che cedere al capriccio dei vostri figlioli, per poi pentirvi quando vi rendete conto del vero impegno che è e che questo impegno i vostri figli non hanno l’età giusta per prenderselo e arrivare poi magari a trascurare, se non addirittura abbandonare, la bestiola innocente, ecco una carrellata di frasi che possono smorzare in un attimo l’entusiasmo dei vostri ragazzi.

 

E poi chi lo porta giù…

 

…la sera di San Valentino?

Mentre le tue amiche, dopo la cenetta romantica, limonano felici in macchina sotto casa e tu, invece, una volta arrivata, devi salire perché il cane deve far pipì. O, ancor peggio, mentre stai limonando felice in macchina sotto casa, prima di risalire, ti senti bussare al finestrino ed è tuo padre, che è dovuto scendere perché il cane mugolava e che esclama: “Ehi, tu porco, levale le mani di dosso!” (cit.)

 

…a Capodanno?

Hai aspettato tutto l’anno questa serata. Per la prima volta potrai tornare dopo mezzanotte senza perdere la scarpetta e ricevere in faccia una ciabatta. Ma il cane ha molta paura dei botti e mamma e papà – che il cane l’hanno regalato A TE – hanno un invito a cena da amici. Purtroppo va così, bisogna essere responsabili. Ah, e no, non sei a casa da sola che puoi invitare chi vuoi, avrai sicuramente una sorellina cui badare. Possibilmente con la febbre.

 

…all’ora dell’aperitivo?

Già, perché arriverà anche il giorno in cui l’aperitivo supererà il dopo-cena come momento top della giornata. Siamo in fase universitaria e, finite le ore di lezione, è un classico dirsi: “ci fermiamo per una birra alle Colonne prima di tornare a casa?”. “Ehm, non posso, devo andare a portare giù il cane, ma dopo cena vi raggiungo”. “Eh ma dopo noi si va. Dai pazienza, ti chiamiamo più tardi così ti raccontiamo (e, ça va sans dire, scoprirai che alle Colonne c’era quel figo da paura che sogni di limonarti da tipo un anno. Ah, e si è pure lasciato con la tipa).

 

…alle 8 del mattino della domenica?

Trucco sbavato, occhiaie, voce travonica, carnagione cadavere, mal di testa fotonico… E lei, cagnolina cucciola bellissima che sembra quella della pubblicità della carta igienica, non resiste più di 4 minuti netti da quando si sveglia. E non puoi mica lasciarle fare pipì in casa. Quindi giù di corsa, in tuta, senza passare da trucco e parrucco. Le sizze le hai finite ieri sera. E ti sei dimenticata il portafoglio in casa. Ma tranquilla, girato l’angolo incontrerai il tipo figo (di ritorno dal suo afterhour) che si è appena lasciato con la fidanzata. Oh, cazzo, ma tu fai schifo!

 

…alle undiciemmezza/mezzanotte?

Hai appena finito di vederti Amici di Maria De Filippi o la filmodiscografia di quell’imbecille di Justin Bieber. Hai addosso quell’orrenda tutona con gli orsacchiotti che la zia Maria ti ha regalato a Natale, che tiene oggettivamente un bel calduccio. Nel frattempo stai chattando su faccialibro con 1 milione di finestrelle aperte che devi stare attenta a non confondere: da un lato lui, da stupire; dall’altro le amiche, ognuna con il proprio consiglio per stupirlo; dall’altro ancora la tua migliore amica in sbatta che il tipo l’ha lasciata. E d’improvviso senti Tuc-Tuc (rumore di zampa su porta). È arrivato il momento dell’ultima passeggiata della giornata. E, inesorabilmente, lui ti avrà scritto mentre eri giù: “Ehi, ci sei ancora? Sei lì? Va beh, io vado a dormire. Buonanotte”.

 

La morale – da ex-adolescente-spacca-palle in materia che, con il senno di poi, sa che non sarebbe stata in grado di prendersi questo tipo di impegno a 18/20 anni – è la seguente:

Crescete limonando con il maggior numero di persone possibili, che poi il cane ve lo godrete mille volte di più da grandi. Quando, inaspettatamente, tra una linguetta timida, un linguone invasivo e uno un po’ troppo viscido e una lingua di legno, troverete il Limonatore del resto della vostra vita, con cui non ci sarà bisogno di uscire a cena a San Valentino per avere la certezza che vi ami. È in quel momento lì che, se ancora lo desiderate, avere un cane diventerà il naturale e meraviglioso completamento della coppia.