Anche quest’anno la primavera viene inaugurata con la XVIII edizione della storica iniziativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) intitolata “Giornate di Primavera” proprio nel weekend del 21 e 22 Marzo.

Queste giornate costituiscono un momento da passare insieme all’insegna della cultura espressa dal nostro Bel Paese, che si compendia nell’arte, nella fotografia e nelle bellezze naturali di ogni regione, scegliendo la meta che più aggrada per condividerla con amici e parenti o anche in “solitaria”. Ciò deve essere un viaggio per la mente, per stare bene, per scoprire il nuovo, il vecchio e ciò che ci circonda.

Ma in cosa consiste esattamente questa proposta?

Prima di rispondere a questa domanda, occorre parlare brevemente del FAI, per far capire bene di cosa si tratta.

Il FAI è una fondazione nazionale no profit – cioè senza scopo di lucro – fondata nel 1975, nata sulla scia del ”parente” anglosassone National Trust, con una missione lungimirante: recuperare e tutelare il patrimonio naturale, artistico e culturale italiano. La sua attività può essere definita work in progress.

Solo proteggendo ed eventualmente riscoprendo le radici potremo preservare la nostra identità nazionale e valorizzarla.

L’articolo 9 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Ebbene, noi dobbiamo rispondere con tutto il nostro impegno a questo dettame!

Tornando invece alla nostra domanda iniziale, durante queste giornate – in concreto – sarà possibile visitare chiese, giardini, palazzi, monumenti, mulini e cascine, aree archeologiche e tanti altri beni che saranno aperti al pubblico – alcuni dei quali visitabili SOLO in questa circostanza – per un totale di 550 beni distribuiti in 240 città. L’ingresso sarà gratuito, ma sarà comunque possibile lasciare un’offerta libera finalizzata alla manutenzione del bene stesso.

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Panoramica dei beni (aperti, in restauro e tutelati) FAI in tutta Italia.

Per citare qualche bene, andando dal nord al sud Italia, possiamo ricordare la Villa del Balbianello che si affaccia sul lago di Como in una magnifica posizione panoramica. Risale al XVIII secolo e, oltre agli interni, dove meritano particolare attenzione gli arredi raffinati e il museo dell’ultimo proprietario Guido Monzino, una vera chicca è costituita dai giardini, ancor più stupendi in questo periodo di risveglio della natura.

Informazioni: Via Comoedia 5, Tremezzina (CO) – tel. 034456110 – faibalbianello@fondoambiente.it.

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Spostandosi in provincia di Varese troviamo Villa Panza, costruita verso la metà del XVIII secolo. E’ circondata da un bellissimo giardino all’italiana e dotata di una collezione di arte contemporanea che merita un’attenta visita. Wim Wenders, scrittore tedesco (oltre che fotografo, regista, sceneggiatore, produttore e critico cinematografico), la definì così: “… un luogo che rappresenta il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l’unione tra l’Europa e l’America nella sua piena espressione.”
Informazioni: piazza Litta 1, Varese – tel. 0332283960 – faibiumo@fondoambiente.it.

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Sempre nel varesotto si può visitare il Monastero di Torba (Fig.4), dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, trasformatosi da avamposto militare romano a luogo di preghiera in età longobarda.
Informazioni: Via Stazione, Gornate Olona (VA) – tel. 0331820301 – faitorba@fondoambiente.it.

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Andando in Piemonte, nel canavese, si può ammirare – immerso in un giardino ottocentesco – il Castello di Masino, antica residenza dei Conti Valperga discendenti da Arduino, primo re d’Italia. Dalle sue mura si gode di una vista mozzafiato. Gli interni meritano moltissimo.
Informazioni: Via Al Castello 1, Caravino (TO) – tel. 0125778100 – faimasino@fondoambiente.it.

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In Liguria, incastonata in una conca bagnata dal mare a ridosso del Monte Portofino, c’è l’Abbazia di San Fruttuoso. E’ un monastero benedettino, dove l’opera dell’uomo si è fusa con quella della natura.
Informazioni: Banchina San Fruttuoso, frazione di Camogli (GE) – tel. 0185772703 – fai.sanfruttuoso@fondoambiente.it.

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Scendendo nel centro Italia, bellissimo, suggestivo e quasi incantato, rimane il Bosco di San Francesco di Assisi (Fig.7), che è un perfetto esempio di paesaggio rurale italiano: ha un’ampiezza di 64 ettari e una storia di 880 anni! E’ un luogo di culto ma anche di rispetto della natura, dove l’escursione naturalistica può accompagnare un cammino spirituale.
Informazioni: argo Papa Gregorio IX, Assisi (PG) – tel. 075813157 – faiboscoassisi@fondoambiente.it.

Nel sud, due bellezze del nostro patrimonio che meritano particolare nota sono: la Baia di Ieranto, in Campania, e in Sicilia i Giardini di Kolymbethra.
La Baia di Ieranto è definita in modo molto suggestivo il tempio, ovvero la dimora incantata delle Sirene. E questa definizione si può capire solo vedendola: è una grotta che si trova nella penisola sorrentina, bagnata dal mare turchese; la leggenda vuole che sia possibile cogliere l’eco del canto delle sirene, cadenzato dalla risacca delle onde. Ecco da cosa deriva il significato etimologico di Ieranto: da “ieros” ovvero sacro (ma per alcuni da “ierax”, falco che nidifica proprio nella zona).
Informazioni: Massa Lubrense (Napoli) – tel. 335 8410253 – faiieranto@fondoambiente.it.

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I Giardini di Kolymbethra sono un vero e proprio paradiso terreste. Si trovano nel cuore della Valle dei templi di Agrigento e rappresentano una fusione perfetta fra una natura espressa alla massima potenza e un patrimonio archeologico di rilievo, di cui tutt’oggi vengono alla luce ancora resti.
Informazioni: Valle dei Templi, Agrigento – tel. 335 1229042 – faikolymbethra@fondoambiente.it

I luoghi fin qui citati sono solo alcuni dei beni presenti sul nostro territorio nazionale.
I Beni tutelati dal FAI sono moltissimi e speriamo che se ne aggiungano altri!
Per saperne di più, è possibile consultare questo link.
Per avere, invece, ulteriori informazioni sulle Giornate di Primavera, si può consultare il seguente link.

Buona visita,
Elena