Avete visto il film Santa Maradona? Nello specifico la scena in cui lei (Anita Caprioli alias Dolores) chiama lui (Stefano Accorsi alias Andrea) “Topesio” e l’altro (Libero De Rienzo alias Bart, non Bartolomeo) interviene nella conversazione dicendo “Topeeesio?!?!?!”.

Se non l’avete visto #vedevatelo, è un film bellissimo. Per quelli che l’hanno visto: ecco, quella è più o meno la mia reazione – interiore – quando sento qualcuno chiamare il proprio cane in uno dei seguenti modi (in ordine sparso, non per forza di intensità di fastidio):

1. amico a quattro zampe;

2. pelosetto;

3. puppy;

4. bau;

5. Cicci-Picci-Pucci-Cucci-Nucci-Tucci (a meno che non sia il nome, che è discutibile, ma pur sempre il nome);

6. etc. etc. etc. (tanto il concetto è passato).

 

Da Wikipedia: “Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro […] Con l’addomesticazione si è distinto dal lupo […] Ha canini meno aguzzi, zanne bianche, zampe più estese, intestino più lungo ed è privo di artigli affilati”.

Leggendo qua e là c’è chi dice che il cane non discenda dai lupi, ma dagli sciacalli. Altri ancora che derivi da una serata indimenticabile di un lupo con una sciacalla o viceversa. Poco cambia, si tratta comunque di animali che di base vivono incazzati.

Dunque dico, vorrei vedere se Kevin Costner avesse detto a Due Calzini “Avanti amico a quattro zampe”, offrendogli quel pezzetto di pancetta: il ‘Pelosetto’ si sarebbe tolto dai denti gli avanzi di pancetta usando come stuzzicadenti la sua ulna e/o il suo radio.

balla coi lupi

Io amo immensamente i cani(di) e anche io esagero in alcuni momenti nella relazione con la mia: io sono la sua mamma, Francesco è il papà, mio fratello è lo zio e i nostri genitori sono i nonni… Ma, è bene sottolinearlo, in alcuni momenti.

Utilizzare questi nomignoli davanti a tutti sono fermamente convinta che faccia crollare l’autostima dei propri cani. Provate a pensare di chiamare il vostro figliolo in piena adolescenza e in mezzo ai suoi amici ‘Patatino – Cucciolino – AmoreDiMamma’. Ora, scegliete il colore della bara.

No, no, no. Non è accettabile. Dunque, sempre per non essere troppo proibitivi, ecco i momenti in cui si può e non si può assolutamente usare un nomignolo come quelli di cui sopra.

Momenti sì:

1. in casa: solo quando siete soli o sono presenti unicamente parenti o amici incredibilmente stretti;

2. durante la passeggiata: solo l’ultima della sera guardandosi bene intorno prima (e se non avviene al parco, vd. sotto);

3. in macchina: è perfetto se siete solo voi e lei/lui (e non fermi al semaforo a squarciagola).

 

Momenti assolutamente no:

1. al parco: in qualsiasi punto o momento della giornata, perché qualcuno lì spunta sempre;

2. al ristorante/bar/tabaccaio: soprattutto se di quelli in cui andate sempre;

3. al telefono con chicchessia: potrebbero intercettarvi e un giorno potreste ritrovarvi nel “The worst of…”.