C’è chi sussurra ai cani, chi ai gatti, chi ai cavalli: sono persone particolarmente dotate e sensibili, che riescono a instaurare una comunicazione delicata e sottile con questi animali, senza dover ricorrere a forzature e imposizioni. Non c’è bisogno di impartire comandi, la relazione si fonda sulla gentilezza e sul rispetto.

E c’è chi riesce a sussurrare perfino agli squali: è Cristina Zenato, italiana residente alle Bahamas, che da 18 anni studia il comportamento di questi predatori e con cui riesce a instaurare una relazione speciale, fino a “ipnotizzarli”. La sua tecnica consiste nel massaggiare le ampolle del Lorenzini, organi di senso che gli squali hanno intorno alla bocca e al naso, formati da piccole sacche piene di gel, utili per individuare i campi elettromagnetici, prodotti, per esempio, da eventuali prede.

L’effetto è che lo squalo entra in una immobilità tonica, una sorta di ipnosi che dura oltre 20 minuti: lo squalo si adagia sul fondale insieme a Cristina, che lo accarezza tenendone la testa sul grembo. Nessuna imposizione dunque: se volessero potrebbero nuotare lontano.
Solitamente si immerge con squali caraibici di barriera (Carcharhinus perezi), di cui studia le differenti personalità. Alcuni è perfino in grado di riconoscerli. A preferire le sue attenzioni sono di solito le femmine, le sue “bimbe” come lei stessa le definisce.

Quando gli squali sono addormentati, Cristina ne approfitta per prelevare campioni di Dna per le ricerche, per aiutare quelli in difficoltà, rimuovendo per esempio gli ami dei pescatori. Ma non solo: porta con sé anche turisti, convinta che la conoscenza sia la chiave del rispetto. Dimostra loro che la fama di “spietati assassini” è del tutto immotivata.
Chi ha partecipato a queste immersioni racconta che, pur aspettandosi un’esperienza adrenalinica, ha in realtà trovato un’immersione caratterizzata da pace e serenità, in cui gli animali girano in cerchio intorno a Cristina con la speranza di essere “scelti”.

Grande è il suo lavoro di sensibilizzazione: questi pesci sono in enorme difficoltà a causa della pesca e il loro numero è in costante diminuzione. Un danno per tutto l’ecosistema marino. Sono vittime di crudeli pratiche, quali lo shark finning: agli individui pescati viene tagliata la pinna dorsale (usata in alcune ricette orientali) e poi ributtati in mare ancora vivi, destinati a morire lentamente dissanguati. Milioni ogni anno.
Grazie anche a lei, in molti stanno capendo che uno squalo vale più vivo che morto e che è importante proteggerli: i turisti subacquei infatti portano parecchio denaro alle comunità locali e più squali possono incontrare e più c’è la possibilità di sviluppare questo tipo di economia e di creare nuovi posti di lavoro.

Cristina in azione: