Una donna di “comune” non ha davvero nulla! Una donna è sempre unica nel proprio modo di vivere e di gestire le insidie da panico della vita di ogni giorno, quelle che la portano a mezzo millimetro dalle crisi di nervi con tanto di diavoletto penzolante nei capelli in stile Tarzan (ulteriore difficoltà tricotica per gentildonne ormai devote a Nostra Signora delle Piastre), devastando con irriverenza tutti i programmi fissati ?da settimane.

Che siano giovani fanciulle in cerca di novità (soprattutto amorose), rampantissime donne in carriera o mamme lavoratrici, qualcosa le accomuna: una “singolare” femminilità.?Essere donna, anzi no, essere femmina è difficile, difficilissimo, infatti un uomo non ce la farebbe mai! Nel vortice di una giornata che ci vede molto simili alla dea Kali nel tentativo, più o meno maldestro,?di comporre la nostra vita come un complicatissimo puzzle, trova posto la nostra più spiccata voglia di femminilità.

Charme, grazia ed eleganza sono tratti che tendono a emergere un po’ a fatica quando capita di essere in ritardo per quell’appuntamento super importante e… la messa in piega si devasta, la baby-sitter si dà malata, il computer sviene in diretta, le calze (ultimo paio disponibile, ovviamente) si smagliano, il telefono squilla imperturbabile e molesto mentre i bambini si imbrattano di marmellata giocando agli indiani proprio prima di andare a scuola.

In tutto questo incredibile marasma la vita richiede sempre a noi donne un certo qual grado di perfezione. Esiste però un decalogo per sopravvivere (o almeno tentarci).

Organizzazione: tutto risulta più semplice se si riesce ad assegnare un posto a ogni cosa: non solo a indumenti e scarpe, ma anche a cibo, borsa, computer, chiavi di casa, carta e penna per messaggi dell’ultimo momento da lasciare a chi rincaserà per primo: «Ti occupi tu della cena? Io sciopero!».

Preparazione: sapere cosa indossare per questa, quella o quell’altra occasione è prevalentemente una questione di riflessione. Perché anche se non tutte sono abituate a preparare i vestiti in anticipo, un piano d’azione può, anzi deve, essere congegnato almeno mentalmente mentre, cercando di attivare quelle quattro sinapsi irrigidite dalla fretta, si è in tutt’altre faccende affaccendate. Il resto è pura esecuzione.

Routine: costruitevi una routine, parola che in questo caso non fa rima con monotonia, ma con sopravvivenza.?È l’unica chance che abbiamo per sperare di arrancare verso la risoluzione delle catastrofi termonucleari globali, ossia quelle di ordinaria amministrazione. Tutto il resto ci verrà dietro come un fiume in piena.

Scorte: una boccettina dello stesso smalto che indossiamo alle mani per i ritocchi dell’ultimo minuto, quando la perfida unghia si scheggia proprio prima di quel meeting importantissimo, quello che potrebbe costarci la carriera (e noi gridiamo!); un paio di calze di riserva ?in borsa e in ufficio per la smagliatura sempre in agguato; una confezione di prosciutto cotto e formaggio molle per salvare, con gli involtini super veloci, la cena devastata dal pollo bruciato (la colpa, diciamola tutta,?è del forno, non nostra!).

Forma fisica: su e giù dalle scale a piedi anche se abitiamo al quinto piano; in bilico sulle punte per afferrare i barattoli sugli scaffali più alti del supermercato; “salutari” pedalate fino a scuola con i figli piazzati a mo’ di fagotto sul seggiolino o, meglio, sul portapacchi. Il tutto è senz’altro meglio di un’ora in palestra (anche se lì c’è quell’allenatore così bravo, ma così bravo!).

Autostima: pensare di essere inadeguate a fronteggiare qualsiasi tipo di impegno è la maniera migliore per perdere in partenza. Volete dirmi che voi non sapete essere disinvolte, scattanti, intraprendenti, acute e nel contempo sfacciatamente belle? Certo che sì!

Stile: lo stile si acquisisce con il tempo. Un cappello e un paio di occhiali da sole aiutano enormemente a sentirsi sciccose, un po’ “vippose” anche quando la giornata sarebbe da riccioli arruffati e diavoletti indiavolati. Il segreto è l’atteggiamento.

Tacchi: l’altezza del tacco è direttamente proporzionale alla sicurezza di se stesse, anche se padroneggiare i trampoli è qualcosa che si impara a seguito di numerosi tentativi, ma si sa, la perfezione ha bisogno di pratica.

Sorriso: il sorriso cambia tutto. Ci fa più belle, più sexy, più dive, anche quando la situazione è al limite del disfacimento titanico. Ci sostiene psicologicamente colorando anche la vita di chi ci sta vicino. In più è contagioso: sorriso chiama sorriso. Provare per credere.

Buone maniere: se bon ton significa andare un po’ al di là della semplice buona educazione, meglio ricordare,?e ricordarci, che mettere il prossimo a proprio agio è una delle regole principali per superare anche le più terrificanti crisi di nervi e per vivere tutti in armonia (e probabilmente anche più a lungo!). Emily Post, autrice americana che agli inizi del Novecento codificò le buone maniere, disse che una vera donna possiede e si comporta secondo i dettami delle mitiche quattro S: Sincerità, Semplicità, Simpatia e Serenità. Come dire, un vero scherzetto…

ilconsigliodiGiorgiaFantinBorghiFonte: Donne con Diavolo per Capello di Giorgia Fantin Borghi, Valentina Edizioni