Buon compleanno Facebook, oggi compi 11 anni e ne sono successe di cose da quando il 4 febbraio del 2004 un giovane universitario ti mise online per la prima volta.
Da gattara pazza che non sono altro ho voluto ripercorrere questi anni nell’ottica degli animali, cercando di capire come, quanto e perché Facebook è stato molto utile ai nostri amici pelosi.

– Cominciamo con il dire che circa il 10% dei profili totali su Facebook non sono di proprietà “umana” ma appartengono ad animali da compagnia. Questo solo per avere un’idea di quanto sia diffusa la presenza degli animali su Facebook. E c’è da dire che sicuramente i profili dei cani e gatti sono i più diffusi, ma sono presenti anche conigli, criceti e altri tipi di animali. Attenzione però: questa pratica è contro la policy di Facebook, che dichiara esplicitamente che ogni account deve appartenere a una persona fisica. Ma non disperate: potreste aprire una fan page del vostro amico a quattrozampe, proprio come ha fatto Zuckerberg in onore di Beast, il suo cagnolone (e per dare una sbirciata ecco qui il link)

– Ma le pagine sugli animali che si trovano su Facebook non si limitano solo a “celebrare” il proprio amico. Spesso hanno anche una vera e propria utilità sociale. Ad esempio, alcuni gruppi svolgono un reale contributo a ritrovare cani e gatti smarriti, mettendo in contatto persone diverse che possono scambiarsi utili informazioni. Insomma, un passaparola spesso più efficace dei classici volantini attaccati ai pali della luce.

– Inoltre tantissimi sono ormai i gruppi e le pagine dedicate alle cosiddette “adozioni del cuore”: luoghi virtuali dove dare visibilità a cani e gatti sfortunati rinchiusi nei rifugi di tutta italia, che hanno così la possibilità di essere “visti” da moltissime persone e, perché no, anche di trovare una nuova famiglia.

– Infine Facebook, con il suo circolare di opinioni e informazioni, ha contribuito molto a sensibilizzare le persone su temi molto importanti: la sofferenza e la reclusione che si nascondono dietro ai circhi e agli zoo, l’inutilità della sperimentazione animale, la crudeltà delle pellicce e molti altri argomenti che, proprio grazie a questo strumento di comunicazione, raggiungono e fanno riflettere sempre più utenti.

Ma non è tutto oro quel che luccica. L’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), ha recentemente lanciato un forte appello a Facebook affinché blocchi le foto e i video che hanno come oggetto le violenze sugli animali. Ogni giorno infatti vengono segnalati da migliaia di utenti pagine o post dal conteunto violento, ma che per il Social Network di Zuckerberg “non violano lo standard della comunità”. E qui ci sarebbe molto da discutere, visto che il maltrattamento nei confronti degli animali è punito dal codice penale italiano.

Al di là di questi casi inquietanti credo che Facebook e, in generale tutti i Social Network, abbiano fatto tanto nei confronti dei nostri amici animali: ce li hanno mostrati in tutte le pose più improbabili e più buffe, ci hanno fatto ascoltare storie e racconti su di essi, ci hanno fatto commuovere e riflettere. Insomma, in qualche modo il mondo Social è riuscito a dare voce a chi voce non ne ha.

Di nuovo, Happy Birthday Facebook!