“E’ per una nostra necessità di bellezza, ritagliamo una fetta di natura e la trasformiamo in un’opera che poi tornerà alla natura, rinunciamo al possesso della creazione, non ci interessa, la prendiamo in prestito dalla natura e la riconsegniamo”.

A parlarmi è Gabriele Meneguzzi, direttore artistico con Vincenzo Sponga, di Humus Park, la Biennale di Land Art che inaugura la quarta edizione sabato prossimo e prosegue sino al 31 maggio tra Palù di Livenza e il Parco del Museo Archeologico a Pordenone.

Ispirati dal paesaggio naturale e dalle suggestioni di storia e archeologia gli artisti, oltre 70 da tutto il mondo, realizzeranno circa 50 opere di land art utilizzando materiali naturali reperiti sul posto. Con gli artisti, gli studenti delle Scuole Medie, degli Istituti d’arte e Licei del territorio e quelli delle Accademie di Belle Arti di Venezia, Brera (Milano), Bologna, Albertina di Torino e Carrara.

“La nostra idea è quella di sentirci come animali nella natura, per il piacere di trasformare, liberi di muoverci, prendendo e restituendo quello che ci occorre per esprimere. Non usiamo colle, cemento, materiali vari, al massimo fil di ferro piccolissimi, che si dissolvono e tornano alla natura come materia”, racconta Gabriele Meneguzzi, dal 1999 impegnato nella land art con il socio-amico Vincenzo Sponga.

Già vice-direttore di banca l’uno e responsabile di un’agenzia pubblicitaria l’altro, decidono di licenziarsi dalla sera alla mattina, quando l’evoluzione delle carriere professionali rischia di allontanarli. Così aprono insieme, a metà degli anni Ottanta, un negoziodifiori-laboratorio-atelier che diventa la fucina dei loro progetti.

I luoghi e le settimane del festival sono due. Il museo pordenonese situato nell’antico Castello di Torre, in una zona di risorgive, che raccoglie ritrovamenti archeologici dalla Preistoria all’età romana e altomedioevale, inclusi i reperti del neolitico scoperti nella zona del Palù, area umida anch’essa ricca dal punto di vista naturalistico, dal 2011 patrimonio dell’UNESCO. Quello del Palù di Livenza, infatti, è uno degli insediamenti palafitticoli tra i più importanti in Italia e costituisce un archivio archeologico e paleoambientale unico.

Humus Park propone una relazione uomo-natura basata su rispetto, dialogo e collaborazione. Un dialogo per sperimentare un nuovo modo di vivere il territorio, di relazionarsi con gli altri e di osservare l’affascinante ciclo di un’opera d’arte che nasce, vive e torna alla natura. Visitare il festival osservando gli artisti al lavoro o ammirarne successivamente le opere dopo è un modo per immergersi dentro arte, storia, archeologia e natura, scoprendo scorci suggestivi del territorio del Friuli Venezia Giulia.

Un’area fertile, questa, per la land art: a un centinaio di chilometri di distanza, infatti, a Pampeago, in Val di Fiemme, al cospetto del gruppo dolomitico del Latemar, esiste un altro Parco d’Arte, quello di RespirArt. Nato nel 2011 da un progetto della giornalista Beatrice Calamari e dell’artista Marco Nones, accoglie installazioni artistiche che dialogano con pascoli e guglie dolomitiche.

Alle dieci opere già presenti si aggiungeranno tra poco quelle di Gordon Dick, nativo d’America, e Sandro Scalet, nativo della Val di Fiemme. Da venerdì 25 luglio a sabato 2 agosto è possibile osservarli al lavoro mentre rivelano, con la loro arte, il radicamento spirituale alla propria terra.

Vi racconterò la loro storia quest’estate, per intanto mettetevi in viaggio verso Humus Park.

 

Humus Park, istruzioni per l’uso

 

Dove e quando

Dal 18 al 31 maggio.

14 giorni, 3 comuni, 2 location: il Palù di Livenza e il Parco del Castello di Torre.

www.humuspark.it

 

Direzione artistica

Gabriele Meneguzzi, Vincenzo Sponga

 

Organizzazione

Comune di Pordenone, Comune di Caneva, Comune di Polcenigo

 

Con il contributo

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone.

 

Artisti

Oltre 70 artisti da 12 paesi insieme con 7 Scuole d’Arte e Accademie.

Dal mondo

Rumen Dimitrov (Bulgaria), Marijus Gvildys, Mariya Kusnetzova (Lituania), Magdalena Birula, Monika Bebenek (Polonia), Roman Steinhauer, Vadim Kazanskiy (Russia), Nigel Ross, Claudia Wegner (Scozia+Austria), Miha Brinovec (Slovenia), Karl Chilcott, Christine Chilcott (Svezia), Marie Helene, Sophie Getaz, Peter Hess (Svizzera), Chen Li-Hui, Lee Hsun-Ling (Taiwan), John Melvin (USA).

Dall’Italia

Emanuele Bertossi, Marisa Bidese, Giorgio Chiarello, Andrea Cimmino, Flavio Da Rold, Franco Del Zotto, Fabio Dirindin, Guerrino Dirindin, Vera Fedrigo, Daniela Gambolo’, Chris Gilmour, Lauren Moreira, Elisabetta Novello, Andrea Ongaro, Gianni Pasotti, Marco Pasian, Roberto Raschiotto, Flavia Tucci, Nicolas Vavassori, Giorgio Vazza, Stefano Rusin.