Abbiamo visto Gordon Ramsay mangiare curry a base di formiche rosse.

Abbiamo visto Cracco friggere tuorli d’uovo impanati con polvere di larve e brasare cavallette con vino rosso.

Abbiamo visto Danielle Martin, la regina di Girl meet bugs preparare i taco con le larve saltate e poi gustarli sorridente.

Ora la Fao, nella Conferenza dedicata al ruolo delle foreste nella nutrizione mondiale, che si è svolta a Roma dal 13 al 15 maggio, torna su un tema già oggetto di studio da diversi anni e ribadisce la funzione centrale che potrebbero avere gli insetti nello sfamare intere popolazioni di un mondo che cresce, ma non riesce a procurare cibo per tutti mentre sovra-alimenta alcuni.

Fonte di proteine a basso costo e a basso impatto ambientale, gli insetti – come spiegano gli interessanti comunicati della Sala Stampa Fao – dalle stime effettuate fanno parte della dieta di circa 2 miliardi di persone. Raccolta e allevamento degli insetti potrebbero offrire occupazione e reddito, al momento a livello di economia familiare, ma in prospettiva anche a livello commerciale.

CREDITS: [© FAO] Tratto dal sito della Fao.

“Non stiamo dicendo – ha dichiarato Eva Muller, Direttrice della Divisione Politica economica e dei prodotti forestali della FAO, co-autrice di Insetti commestibili: prospettive future per la sicurezza alimentare e per il foraggio animale – che le persone da domani dovrebbero cominciare a mangiare insetti. Quello che lo studio cerca di dire è che gli insetti sono una delle risorse fornite dalle foreste ancora non sfruttate per il loro potenziale, come cibo umano e soprattutto animale”.

Gli insetti, per essere allevati, richiederebbero meno mangime e meno acqua rispetto alle risorse che richiede l’allevamento di altre specie destinate all’alimentazione umana. Producono inferiori emissioni e possono essere inseriti nel ciclo di compostaggio dei rifiuti. Potrebbero, inoltre, sostituire i mangimi per gli animali, per esempio sostituire la farina di pesce, e dar vita a una filiera produttiva che avrebbe ricadute su occupazione e sviluppo.

Sarà l’entomofagia uno degli strumenti che contribuirà a rendere la nostra economia alimentare maggiormente sostenibile?

A Londra si è appena concluso Who is the Pest, organizzato dal Pestival, il festival dedicato agli insetti, che ha ospitato anche la cucina creativa entomofaga: la vedete ritratta nella gallery a piede.

René Redzepi cucina formiche e cavallette al Noma, ll suo ristorante stellato di Copenhagen, considerato uno dei migliori al mondo.

CREDITS: Tratto dal canale Vimeo Rene Redzepi Noma

In Italia, l’Università dell’Insubria ha organizzato lo scorso aprile una giornata di approfondimento dal titolo Entomofagia – Il futuro ha sei zampe. Gli insetti come nuova fonte alimentare: sfida per ricerca, tecnologia e impresa, coordinata dal professor Roberto Valvassori, ordinario di Zoologia all’Università dell’Insubria, che ha sviluppato l’iniziativa insieme al professor Gianluca Tettamanti, associato di Zoologia.

L’interesse per il tema è in crescita: molti i segnali, per ora sparsi. Forse diventeranno tendenza. Di certo il dibattito è aperto ed Expo 2015 è alle porte.

La cucina sperimentale a base di insetti del Nordic Food Lab al Who’s The Pest? di Londra. La gallery è tratta dal sito del Festival.

 

La documentazione Fao

I dati

Secondo lo studio della FAO, realizzato in collaborazione con l’Università di Wageningen nei Paesi Bassi, nel mondo sono già oltre 1900 le specie di insetti di cui si cibano gli esseri umani. A livello globale, gli insetti più consumati sono: i coleotteri (31%); i bruchi (18%), api, vespe e formiche (14%); cavallette, locuste e grilli (13%). Molti insetti sono ricchi di proteine e grassi buoni, oltre che di calcio, ferro e zinco. La carne bovina ha un contenuto di ferro di 6 mg per 100 g di peso secco, mentre il contenuto di ferro delle locuste oscilla tra gli 8 ed i 20 mg per 100 g di peso secco, a seconda della specie e del tipo di alimento di cui si nutrono.

Il report

Questo è il link per scaricare Insetti commestibili: prospettive future per la sicurezza alimentare e per il foraggio animale.

Gli approfondimenti: FAO