Un amico diceva spesso che la cacca fa sempre ridere. In effetti è uno di quegli argomenti di cui, in un modo o nell’altro, si finisce sempre per far cenno in una serata tra amici.

Vuoi che sia la barzelletta delle elementari o l’aneddoto di quando ti sei ritrovato in una situazione imbarazzantissima, un motivo per ridere della cacca lo si trova quasi sempre.

Ma quest’amico, prima di dirlo, forse non aveva ancora fatto i conti con un trinomio micidiale: cacca-cane-pioggia. Ecco, se c’è un momento in cui la cacca non fa affatto ridere è quando ti ritrovi a doverla raccogliere sotto un diluvio universale, nella semioscurità dell’uscita serale.

Ombrello, guanti, guinzaglio e immancabile “metodo Pollicino“: il 90% dei cani adora liberarsi avanzando piano piano, palletta dopo palletta.

E non è finita qui, perché al trinomio micidiale il più delle volte si associano altre due variabili non indifferenti: marciapiede stretto e mamma-odia-cani-con-bambino in arrivo nella direzione opposta.

La mamma-odia-cani-con-bambino la potrete riconoscere chiaramente dal suo sbuffare udibile già a 30 metri di distanza. Man mano che si avvicina, poi, distinguerete facilmente le sue parole di fastidio, che pronuncerà come se parlasse tra sé e sé, ma che in realtà sta sperando profondamente che voi sentiate.

Perché la mamma-odia-cani-con-bambino dà sempre per scontato che voi non la raccoglierete, e questa sua certezza sembra lì per lì esser confermata proprio dal “metodo Pollicino” di cui sopra.

Ecco, in questi momenti la cacca non fa proprio ridere. Ma proprio per niente. Perché, alla situazione già di per sé scomoda, si aggiunge anche la fastidiosa sensazione di essere disprezzati.

Dunque, come superare con destrezza, e magari proprio con una risata, quel momento tanto poco simpatico (perché raccogliere bisogna raccogliere, sia chiaro)? Ecco le 5 mosse per trasformare lo sbattimento in una sfida semi-divertente e poter tornare a dire con serenità che la cacca fa sempre ridere.

 

1. Mai farsi trovare impreparati.

Per prima cosa bisogna essere attrezzati nel modo giusto per accelerare il più possibile l’operazione di raccolta. Un buon aiuto lo potrà dare senz’altro l’avere attaccato al guinzaglio uno di quegli scatolotti porta rotolo di sacchetti. In questo modo si evita di dover ravanare in borsa con faccia incazzata (cosa che non farebbe altro che far acquisire certezze alla mamma-odia-cani-con-bambino) e si può compiere più agevolmente la mossa numero 2.

 

2. Giocare d’anticipo

Iniziare le operazioni di togli-guanti e strappa-sacchetto quando ancora il cane non ha finito: due piccoli accorgimenti che spiazzeranno la mamma-odia-cani-con-bambino e vi faranno quindi guadagnare punti utili per vincere la sfida a mani basse.

 

3. Trasformare l’impiccio in un alleato

Se, nonostante i vostri gesti plateali, lei non non vi ha ancora notato, utilizzate l’ombrello come un separé, in modo da evitare anche l’effetto sorpresa (più se ne accorge quand’è vicina più la sua espressione sarà di un odio ben distinguibile). È vero che vi bagnerete un po’, ma ne vale la pena: infatti, la mamma-odia-cani-con-bambino, vedendo uno strano oggetto d’intralcio in lontananza, ma non riuscendo a distinguerlo bene (siamo pur sempre sotto la pioggia al crepuscolo), tenderà nel dubbio a cambiare strada. Questa mossa, in effetti, è un po’ alla “ti piace vincere facile”, perché risolve il problema alla radice. Diciamo che, se la utilizzate, il risultato della sfida è un tranquillo 0-0 utile per la salvezza.

 

4. Il falso-cortese

Se, nonostante l’ombrello-separé, lei non cambia strada, all’avvicinarsi della mamma-odia-cani-con-bambino il consiglio è di sfoggiare uno dei propri migliori sorrisi e calarsi nei panni di un addetto al traffico messo a smistare auto in concomitanza di una deviazione: “Prego Signora, da quella parte. Ma che bambino meraviglioso”. A quel punto la simpatica stronza dovrebbe dismettere i panni della bacchettona frustrata e, se vi va bene, addirittura ringraziarvi. Il vostro sarebbe un punteggio pieno.

 

5. La battuta del secolo

Se, nonostante la mossa numero 4, la mamma-odia-cani-con-bambino non rinunciasse a borbottare frasi sgradevoli nei vostri confronti, bisogna tener pronto il piano B. Ci sarà sicuramente una frase, un elegante insulto sottilmente ironico, che non contiene parolacce (vista la presenza del bambino vi farebbero passare subito dalla parte del torto) e che sognate di usare da una vita. Ecco, quel momento è arrivato. Liberatevi e vi sentirete molto meglio. In questa vittoria forse non ci sarà una grande eleganza né una vera tattica, ma a chi fa schifo un rigore a favore al 94′?

 

Ed ecco qui che avrete pronto un nuovo aneddoto sulla cacca per la prossima serata tra amici. In effetti, ora che ci penso, se riuscite a passare direttamente alla mossa numero 5, il racconto farà molto più ridere.