Neanche una settimana dall’inizio del mondiale Brasile 2014,
e non si parla altro che della Nazionale, delle partite
e del fatto che non ci capacitiamo che non ci siamo mai accorte prima di Marchisio.

Perché va bene Cristiano Ronaldo ma anche lui non è certo da buttare via.

Ma, dopotutto, è vero che in Italia siamo tutti CT:
figliocci del Trap, eredi del mago Herrera, compagni di banco di Arrigo Sacchi e, all’occorrenza, anche cugini di Lippi.

Sempre pronti a polemizzare,
a escogitare nuovi moduli
e criticare sempre e comunque le scelte dell’allenatore.

Ma se le chiacchiere da Bar sono concesse,
“le cattive maniere” no.

Ecco alcuni suggerimenti per sopravvivere elegantemente a Brasile 2014:

– “Frittattona – rutto libero – Peroni ghiacciata” è una regola esclusiva di casa Fantozzi;

Togliersi la maglia al posto di esultare non solo è ammonimento per un calciatore, ma anche per tutti i tifosi che hanno la pancia e non fanno sport dal mitico mondiale dell’82;

– Le testate lasciamole a Zidane, soprattutto se siamo in campo a rendere onore alla maglia azzurra: dobbiamo essere modelli ineccepibili per bambini di tutte le età;

– Cerchiamo di essere sicuri delle nostre capacità: non attribuiamo l’esito della partita a riti scaramantici e l’acqua santa utilizziamola per cose più importanti;

– L’arbitro sta lavorando ed è li per giudicare: protestare è perfettamente inutile.
Non serve nemmeno insultarlo, dandogli del cornuto. A volte ignorare è la migliore tattica.

Lo stadio è considerato come la Svizzera dello sport: una zona franca (sia per noi che per gli avversari)

Cori di dubbio gusto: giochiamo sulla simpatia non sulla volgarità.

Comportiamoci in modo consono ovunque siamo soliti guardare le partite. Non solo a casa, ma anche nei bar e negli stadi (ma a casa vostra avete tutti il maggiordomo?).

Avete altri suggerimenti?

(Oltre a trovare una nuova colonna sonora al posto di “ popopopo”)