A volte, come tutti, ho delle intuizioni geniali.
Talmente brillanti che mi stupisco da sola.

Tipo chiedere a maggio, ferie venerdì pomeriggio 23 agosto. ?Così da rendere meno lunga la prima settimana di lavoro e sentirmi ancora un po’ in vacanza.
Dopotutto è ancora agosto.

Ma, ovviamente, le idee geniali sono singole.
E’ impossibile azzeccarne due di fila.

E quindi perché non prendere un simpatico treno interregionale per andare al mare?
Si, uno di quelli che si fanno tutte le fermate.
Ma proprio tutte.

Sicuramente un ottimo ripasso della geografia di Lombardia, Liguria e Toscana.
Magari un’ottima occasione per recuperare sonno in arretrato, finire il libro dell’estate e lavorare un po’.

Si, Ilaria, ci crediamo tutti.

Nelle tue programmazioni ossessivo-compulsive non hai considerato la variabile “vicino di posto”.

Per chi viaggia spesso basta un’occhiata per capire e identificare la persona che il fato ha voluto assegnargli per il viaggio:

  • L’ATTACCABOTTONE:
    è la classica persona logorroica di natura o che ha un problema che la affligge di cui deve assolutamente parlare (i drammi di cuore vanno per la maggiore). La riconosci facilmente perché è salita su un treno per un viaggio di 4 ore solo con un giornalino di gossip così da avere il pretesto per parlare di qualcosa. Come difendersi? Non instaurare il contatto visivo, sarebbe la nostra fine.
  • IL POLEMICO:
    nel momento dell’acquisto del biglietto, in cuor suo, freme dalla voglia che il treno faccia ritardo/si rompa/non vada l’aria condizionata/ costi troppo.  Altrimenti come potrebbe tediare il prossimo con una filippica senza fine? E’ facile riconoscerlo: al primo disguido sbuffa, fa profondi respiri e borbotta tra sé e sé, esprimendo il suo dissenso ad alta voce nella speranza che qualcuno gli dia corda…Fate finta di essere stranieri e di non capire la lingua.
  • LO “SBORONE”:
    è la classica persona che deve declamare a chiare lettere, ad alta voce (come un bambino recita la poesia di Natale) tutti i suoi averi, la vita da vip che conduce, gli innumerevoli amici  che ha così da far schiattare di invidia il prossimo. Per lui vale il classico detto “tra dire e fare c’è di mezzo il mare”. Come arginarlo? O chiedendogli di abbassare il tono della voce o facendo, se avete lo spirito per farlo, il contro canto facendo una finta telefonata ancora più “spandi” della sua.
  • LE “FINTE” SIGNORE:
    le riconosci subito dall’occhiale da mancata diva di Hollywood borsa griffata (ma tipo con il logo più grande della stessa borsa) e con un atteggiamento da “puzza sotto il naso”. Le vedi lamentarsi per il poco consono vagone del treno, per la pulizia scadente e giustificarsi con tutti che “in prima classe non c’era più posto” che “io viaggio raramente in treno”, “perché non fanno una freccia rossa Santa-Forte?”. Peccato che il loro status da “Signora” decade subito:  dalle suonerie a volumi alti del cellulare, a dovere sottolineare che loro sono del “jet set” e dal primo litigio ad alta voce con la sorella che le ha mangiato l’ultima caciotta paesana in frigo.
  • IL PLAY BOY:
    ogni occasione può essere quella buona per rimorchiare. Figuriamoci un treno Intercity in cui la “preda” è costretta a subire le nostre avance…

Avete altre tipologie da segnalare che mi sono dimenticata?