Immaginatevi la scena: vi svegliate la mattina, aprite la finestra e, invece di file e file di palazzi di cemento e mattoni, vi trovate di fronte ad un oceano verde, un susseguirsi di giardini pensili, coperture di manto erboso e terrazzamenti formati da vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea.

A Milano, ma anche in altre città italiane, è pura utopia. In altre (più fortunate) aree del nostro pianeta, invece, quella dei “tetti verdi” è una pratica molto diffusa e radicata nella cultura e nelle tradizioni locali.

Parliamo per esempio di stati come la Norvegia, Islanda e Irlanda, in cui ormai da centinaia di anni i tetti delle case vengono rivestiti da un manto erboso, da piante e arbusti di ogni tipo e dimensione; oppure del Giappone, della Patagonia, Australia e, arrivando in Europa, anche della Germania, dove i designer e gli architetti si sono lasciati sedurre da questa nuova moda e hanno cercato di applicarla agli edifici pubblici residenziali e commerciali.

Costo iniziale a parte, questi tetti presentano non pochi vantaggi: hanno un livello di manutenzione relativamente basso, garantiscono un notevole risparmio energetico (il tetto verde, infatti, isola in maniera efficace la struttura dell’edificio, consentendone il raffreddamento naturale, aspetto che in estate abbatterebbe i costi del 10%), proteggono il manto impermeabile dagli sbalzi di temperatura, dall’esposizione ai raggi UV e dai danni meccanici. Last but not least, sono un vero toccasana per i nostri polmoni: migliorano il microclima, rinfrescando e umidificando l’aria circostante, e trattengono le polveri e le particelle tossiche contenute nell’atmosfera.

Eco-friendly, super cool e di tendenza, i “Green Roof” hanno solleticato la fantasia e creatività dei bio-architetti di tutto il mondo. Ecco i miei preferiti:

 

1. ACROS Fukuoka in Giappone

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Una struttura a terrazze di circa 60 metri con 35.000 piante di 76 specie riveste questo edificio giapponese, che sembra la perfetta continuazione del parco circostante.

 

2. Art and Exhibition Hall a Bonn

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Sorto nel 1992, in questo maestoso edificio si susseguono mostre, concerti e rappresentazioni teatrali, ma solo un’esposizione rimane permanente: la copertura verde, infatti, è costantemente aperta al pubblico.

 

3. San Salviano a Torino

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In via Goito 14 un bellissimo orto di 40 mq sovrasta uno studio di architetti. Pensate che hanno persino ricevuto un premio da Legambiente per questa brillante idea!

 

4. Parlamento australiano a Canberra

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Nel 1988 la sede del parlamento australiano di Canberra è stata ricoperta con un ricco manto erboso non tanto per un fattore ambientale, quanto per una ragione di tipo estetico: ovvero mantenere inalterato il profilo della collina dove sorge l’edificio.

 

5. Scuola d’arte, design e media a Singapore

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A Singapore hanno deciso di fare le cose in grande e di realizzare una struttura che sia fonte di ispirazione per gli studenti, a partire dalla sua architettura esterna.

 

6. Hundertwasser a Vienna

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A Vienna si trova un angolo originale, immerso nel verde e nel colore, eredità del pittore, scultore e architetto Friedensreich Hundertwasser.

 

7. Accademia delle Scienze in California

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Questa struttura di 50mila mq, dotata persino di una zona collinare dove gli studenti possono comodamente leggere e rilassarsi dopo le lezioni, porta la firma del nostro celebre connazionale Renzo Piano.

 

8. North Michigan Avenue – Chicago

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Questo tetto ecologico, progettato dal famoso architetto Douglas Hoerr, è costituito da quasi 14000 metri quadrati di paradiso verde che gli hanno valso il titolo di Green Roof Award of Excellence.

 

Tetti verdi ad Amsterdam

Quest’ultimo caso esula dalla mia classifica, ma non potevo non parlarne. Sì, perché Amsterdam è bravissima a far parlare di sé in quanto a stravaganze. Volete sapere l’ultima trovata? Si tratta del “Peecycling”, un sistema di orinatoi pubblici da cui raccogliere urina, appunto, per fertilizzare i tetti verdi della città. L’agricoltura potrebbe andare ben presto incontro ad una carenza di fosforo, che sarebbe facilmente sostituibile con la nostra pipì. Sagaci…