Oggi vi voglio raccontare una storia bellissima, una storia lunga 140 anni, in cui si mescolano scienza, gastronomia e, perché no, anche un po’ di natura e benessere, che non guasta mai.

Tutto ha inizio nel 1875 a Bormio, nota cittadina della Valtellina, situata nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio e alle Pendici del Monte Braulio, la vetta che introduce il protagonista del nostro racconto. Un noto farmacista locale, il Dott. Francesco Peloni, grazie alla sua passione sfrenata per la montagna, per tutto ciò che poteva offrirgli la natura e per l’interesse per le virtù e le proprietà delle erbe officinali e aromatiche, creò un amaro autentico e genuino, ottenuto miscelando appunto erbe aromatiche, bacche e radici raccolte proprio alle pendici del Monte Braulio, da cui prende il nome: naturale al 100%, infatti, la ricetta originale dell’amaro Braulio, rimasta immutata fino al giorno d’oggi, prevede la mescolanza di assenzio, achillea moscata, genziana e ginepro, una fase di essiccazione, una di macerazione nello zucchero e nell’alcool per un mese e due anni di invecchiamento in botti di rovere.

storia del braulio

Pensate che potete toccare con mano alcune di queste erbe – solo alcune perché, come tutti gli inventori e ricercatori, Francesco Peloni non ha mai voluto rivelare la composizione della sua ricetta, tutt’ora segretissima! – nelle Cantine Braulio, un labirinto sterminato posto proprio sotto la via Roma, la via principale e cuore pulsante del paese. Ed è proprio qui che, in compagnia di altri giornalisti e blogger, mi sono trovata ad ammirare le decine e decine di botti di rovere in cui riposa l’Amaro Braulio. Una vera città sotto la città in cui enormi botti si succedono senza soluzione di continuità lungo gli stretti cunicoli che originariamente erano le vie di fuga utilizzate dalla popolazione per sfuggire agli invasori.

Processo di produzione del Braulio

Nel corso della visita a farci da Cicerone Edoardo Tarantola Peloni, rappresentante della famiglia Peloni e attuale custode della ricetta, che ci ha condotto lungo questo dedalo di passaggi sotterranei, mostrandoci tutti i macchinari e illustrandoci tutte le tecniche di produzione che fanno del Braulio un amaro unico nel suo genere:

. Partiamo dalle selezione di erbe, una selezione di erbe, bacche e radici, che costituiscono gli ingredienti della ricetta segreta, che poi dovranno essere puliti con cura ed essiccati. Successivamente tutte queste erbe traferite in un mortaio simile a quello impiegato in farmacia o erboristeria, e sottoposte a un procedimento che simula la pestatura, un passaggio che le prepara a cedere la parte migliore dei principi attivi in esse contenuti.

. Infusione: a questo punto le erbe miscelate vengono lasciate in infusione in una soluzione idroalcolica, a freddo e in grandi tini di acciaio per più di dieci giorni. In questa fase la gradazione alcolica viene portata a 50°, con aggiunta di acqua di montagna.

. Estrazione: a questo punto le erbe vengono tolte dall’alcol. A liquore filtrato vengono quindi aggiunti zucchero e acqua per rendere l’amaro più amabile al gusto e meno alcolico.

. Invecchiamento: il liquido così ottenuto viene trasferito in botti di Rovere di Slavonia, vecchie di 40-50 anni: si tratta di un legno particolarissimo che consente alle botti di durare una vita e al liquido di amalgamarsi e respirare. Il Braulio rimane in questo prezioso contenitore per quasi due anni, a differenza del Braulio Riserva, un prodotto in produzione limitata lanciato nel 2000 per rendere omaggio alle generazioni precedenti, che rimane nelle botti sino a tre anni.

  • nodo nel legno

Bormio e la Valtellina

Non c’è nulla da fare, la montagna d’estate ha un non so che di magico. L’aria è talmente buona che persino il mio naso si dimentica, a volte, dell’allergia e i colori sono talmente saturati da sembrare finti. Ma è tutto vero, ed è stupendo. Bormio è il luogo perfetto in cui rifugiarsi dalla calura di questi giorni: lontano dal traffico, dall’inquinamento e dal rumore della città e totalmente immersa nella natura, in quel Parco dello Stelvio che costituisce la più vasta riserva naturale in Italia, con i suoi 134 mila ettari.

Ecco qualche consiglio e indirizzo da tenere d’occhio se deciderete di passarci un weekend o qualche giorno di vacanza:

Oltre alla imperdibile visita alle Cantine Braulio, doverosa una sosta alla Steak House Braulio, in cui potrete assaggiare alcune specialità del luogo, tra cui un graditissimo antipasto a base di bresaola e Spritz, ovviamente a base di Braulio.

Se arrivate a Bormio un’altra tappa obbligata è alle Terme Bagni Vecchi, un luogo magico incastonato nelle montagne, in cui sarà possibile dedicarsi al relax e alla cura del corpo, l’ideale dopo una sciata o una lunga giornata di camminate ed escursioni. Bellissima è la piscina all’aperto, una terrazza in cui ammirare la valle in tutto il suo splendore. Unico neo: d’estate l’acqua è davvero calda, ma la vista del panorama che si gode da qui vi farà dimenticare ogni sofferenza.

Oltre alle Terme Bagni Vecchi a Bormio si trova il centro QC Terme e Benessere Bagni Nuovi, annesso al Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio, dove abbiamo soggiornato. Una struttura che ricorda vagamente il Gran Budapest Hotel, aspetto che me lo ha fatto amare al primo sguardo. Un gioiello di architettura liberty, con camere ampie e luminose, stanze da bagno dotate di idromassaggio con acqua termale e cromoterapia.

Per gli amanti della natura e delle escursioni consiglio la bellissima passeggiata che porta a S. Caterina Valfurva, un percorso in mezzo alla montagna in cui potreste imbattervi in alcune delle erbe che costituiscono gli ingredienti essenziali dell’Amaro Braulio. Seguite il sentiero che arriva fino al Rifugio Branca, a 2493 mt, dove potete rifocillarvi con pizzoccheri, bresaola, polenta e formaggio, il tutto innaffiato da buon vino e, ovviamente, dal Braulio. Se volete concludere in bellezza lasciatevi tentare dall’ottimo gelato affogato all’Amaro. Una delizia!

Se volete scoprire tutte le foto del nostro weekend seguite l’hastag #MadeInCima e la pagina del Braulio su Facebook, in cui potete trovare aggiornamenti, curiosità, progetti ed eventi legati all’Amaro e alle sue montagne.