Istanbul e l’intera Turchia sono in rivolta al seguito di un piccolo (all’inizio) gruppo che ha deciso di accamparsi in piazza per difendere gli alberi di Gezi Park. 600 alberi che verrebbero (verranno?) sacrificati, per far spazio alla costruzione di edifici.

Alla causa ambientalista, si è immediatamente sovrapposta la protesta anti-governativa: oltre 200 manifestazioni dal 30 maggio, contro un esecutivo che viene accusato di essere sempre più autoritario e volto a varare leggi basate su dettami religiosi in un Paese tradizionalmente laico, secolarizzato.

I difensori dei 600 alberi di Gezi Park, anche se non lo sanno, sono il simbolo, la spia, del mondo nuovo che avanza.
La repressione del Governo e della Polizia è il simbolo del mondo vecchio che resiste.

I difensori degli alberi di Gezi Park rispondono alla repressione chiedendo le dimissioni del Governo e postando migliaia di immagini e commenti su Tumblr.
La Turchia si è messa in fila dietro di loro e invoca la salvezza per gli alberi di Gezi Park e la libertà per il Paese.

Gli intellettuali sostengono i manifestanti con appelli ai media internazionali.

Noi siamo ecologisti, amiamo gli alberi e la libertà e rispondiamo all’appello.

Per seguire in presa diretta quello che accade andate Tumblr direngeziparki.com e utilizzate gli hashtag #occupygezi e #direngeziparki, oppure sulla pagina Facebook.

Il nuovo che avanza è fatto di giovani che considerano il “verde” elemento imprescindibile per la costruzione di una società e di un’economia sostenibili. Almeno quanto la libertà e la democrazia. Giovani, verdi, tecnologici, imprenditori di se stessi, aperti a ciò che è altro da sé. Una nuova elite emerge.